Autore: admin

  • Micam 101: tutto quel che c’è da vedere a Fiera Milano

    Micam 101: tutto quel che c’è da vedere a Fiera Milano

    Main Service è a Fiera Milano per partecipare al Micam 101, la nuova edizione della più importante fiera calzaturiera internazionale. La manifestazione iniziata ieri, propone le tendenze dedicate all’ AI 2026/27.

    Nel corso della giornata Main Service incontrerà i calzaturifici campani intervenuti, presentando le ultime novità di Sim-X.

    Nel seguente articolo, vi raccontiamo tutte le novità che accompagnano questa nuova edizione del Micam.

    Micam 101: la sinergia si trasforma in layout

    Nell’ultima edizione accompagnata dalla campagna Game Changers, il Micam 101 introduce una nuovo layout che caratterizzerà anche i prossimi appuntamenti. Il ripensamento dell’organizzazione dei padiglioni, nasce con l’idea di offrire un percorso più fluido tra le realtà in esposizione.

    Dopo una prima modifica introdotta al Micam 100, con l’affiancamento dell’area Cosmopolitan alla consolidata tripartizione Everyday, Premium e Contemperorary, quest’edizione vede l’intera area espositiva modificarsi.

    La nuova distribuzione dei padiglioni, presenta al Padiglione 1 sia calzature eleganti che confortevoli, mentre il Padiglione 3 dedica spazio a stile e creatività. I Padiglioni 2 e 4 pongono l’accento su innovazione e contemporaneità, per raccontare moda e gusto, mentre il Padiglione 5 si apre agli stili e alle tendenze globali.  

    Oltre l’organizzazione per tipologia di prodotto, cambia anche quella dedicata alle altre aree di interesse proposte annualmente dal Micam.

    Parte del Padiglione 1 si trasferisce al Padiglione 3. All’interno di questo sono infatti presenti il Micam Next e l’area Trends & Materials, oltre che gli spazi di Emerging Designer e Future of Retail.

    Dal padiglione 3 passa al Padiglione 5 l’area Italian Starts Up, lo spazio sviluppato con ITA e MAECI, che propone soluzioni e progetti sviluppati da imprenditori italiani. L’area è presente all’interno di quella che è forse la novità più rilevante di quest’edizione del Micam.

    Al centro del padiglione 5 è stato infatti allestito M&M – The Hub. L’area introdotta quest’edizione, si configura come uno spazio congiunto tra Micam e Mipel, sottolineandone la sinergia. All’interno dell’Hub sono presenti, oltre la già citata area Italin Start Up, Micam Academy e Mipel Factory, spazio dedicato a studenti e visitatori per entrare nel cuore della produzione e l’area Highlights AI 26/27, studiata da Livetrend per presentare alcune delle calzature rappresentative della stagione in esposizione.

    Micam 101 tra conferme e nuove presenze

    Come di consueto anche il Micam 101 dedica spazio ai giovani, con le aree Emerging Designer, Future of Retail ed Italian Startup.

    Per quanto riguarda Emerging Designer, i 12 partecipanti dell’ottava edizione della manifestazione, dopo aver presentato nel corso del Micam 100 le proprie creazioni per la PE, sono nuovamente presenti a Fiera Milano per far conoscere le novità dedicate all’AI.

    Future of Retail, propone 3 soluzioni innovative legate al mondo della calzatura. A SizeWise e Weev, già presenti alla scorsa edizione e di cui abbiamo parlato in occasione del Micam 100, si è aggiunta Solaya, una piattaforma di creazione contenuti basata sull’intelligenza artificiale. Grazie a tecnologie di modellazione 3D, i brand e commerce possono produrre autonomamente immagini di alta qualità direttamente tramite iPhone, da poter utilizzare su diverse piattaforme e-commerce, tra cui Shopify.

    Italian Starts Up, di cui abbiamo accennato poco prima, presenta tre realtà italiane d’avanguardia. Zerow è una società con sede a Scandicci, che punta alla sostenibilità con un progetto volto a ridurre gli sprechi grazie al recupero e valorizzazione degli scarti della produzione delle migliori aziende italiane del lusso. EZ Lab, di Roma, propone il Digital Product Passaport, gestito tramite la piattaforma Made In Block, con cui presidiare l’intero ciclo di vita del prodotto. Infine, Gait-Tech, società di Carpi, ha sviluppato una tecnologia biomeccanica in grado di ridurre instabilità e dolore nell’utilizzo dei tacchi, grazie al dispositivo inserito nella soletta.

    Micam Next

    Seconda edizione del Micam Next, anche quest’anno con un’agenda ricca di appuntamenti organizzata da Wired Italia. La tre giorni di manifestazione vedrà avvicendarsi 14 momenti di incontro dedicati come sempre a moda, tendenze e innovazione.

    Oltre i fashion show del Micam e di Emerging Designer, nel corso del Micam 101 si avrà modo di conoscere le tendenze delle prossime due stagioni. Nella giornata di ieri, Livetrend ha presentato la Buyer’s Guide ed i trend e i colori della prossima stagione, mentre nel pomeriggio si conosceranno i profili dei consumatori, ponendo il focus su Gen Z, Gen Alpha e della Silver Economy, oltre che le tendenze ed i colori della PE 27.

    Wired curerà gli incontri dedicati Nella giornata di ieri si è svolto l’incontro Ingegnerizzare la Scarpa, in cui si è discusso delle calzature nello sport, mentre la giornata di oggi offrirà spunti di riflessione sia sul tema della sostenibilità, con l’incontro Dal Green alla Strategia, che sull’innovazione dei materiali ed il design funzionale, nel corso dell’incontro Calzature Next Level. A chiudere gli incontri curati da Wired, un ultimo appuntamento nella giornata di domani, incentrato sul come progettare relazioni durature.

    La terza giornata del Micam 101 sarà infatti concentrata sui temi di futuro e innovazione, con l’incontro Costruire il Futuro della Calzatura, in cui si parlerà di tradizione, formazione ed innovazione digitale, e la tavola rotonda con gli espositori di Future of Retail. Per chi volesse consultare gli appuntamenti e partecipare ai seminari, può conoscere l’agenda visitando questo link .

    Prossimi appuntamenti

    Mentre domani si svolgerà la giornata conclusiva del Micam 101, che darà appuntamento dal 13 al 15 settembre 2026 per l’edizione dedicata alla PE 2027, Main Service nel prossimo articolo analizzerà gli esiti di quest’edizione.

    L’appuntamento è tra 15 giorni con un nuovo articolo sul nostro blog, intanto buona fiera a tutti!

  • Primal Renaissance: il Trend dell’ A/I 2026/27

    Primal Renaissance: il Trend dell’ A/I 2026/27

    Manca davvero poco al Micam 101, quando saranno esposte le collezioni afferenti la macrotendenza Primal Renaissance. Dopo averla brevemente introdotta nel precedente articolo, è il momento di conoscerla meglio ed approfondire le sue quattro declinazioni.

    Primal Renaissance: il ritorno all’autentico

    Il Primal Renaissance è un ritorno all’essenza, reinterpretata con creatività contemporanea. La ricerca di autenticità, fa crescere nelle persone il bisogno di oggetti tattili, capaci di emozionare e mostrare il valore del lavoro umano.

    La nostalgia è intesa non come fuga, ma come punto di partenza per un futuro più profondo, in cui i prodotti assumono un significato rituale. Tra questi, le calzature si caratterizzano per comfort, forme robuste e materiali avvolgenti, unendo innovazione e tradizione.

    Le quattro declinazioni di Primal Renaissance

    Bucolic Slumber

    Bucolic Slumber racconta un’estetica fatta di lentezza, radici e comfort autentico, dove forme morbide e volumi rassicuranti definiscono calzature solide ma attuali. Le suole corpose, le linee arrotondate e le costruzioni apron toe o a grembiule danno nuova vita a modelli iconici come Mary Jane, T-strap, stivali equestri e hiking heritage. Per la donna emergono lo stivale rustico, funzionale e urbano, e le Mary Jane vintage dal carattere quiet luxury; per l’uomo, stivaletti robusti ispirati all’outdoor e mocassini vela con suola carrarmato che uniscono tradizione e modernità. Anche il mondo bambino interpreta il tema con stivali equestri protettivi, scolaretta Mary Jane e deck shoes flessibili. Suede, pelli grana naturale e dettagli artigianali valorizzano una palette profonda: puce, estate blue, rubicondo, koi, green jacket, moss e dark olive evocano una natura vissuta, calda e senza tempo.

    Lavish Subversion

    Lavish Subversion esprime un massimalismo ribelle e teatrale, dove ironia, nostalgia e decorazione trasformano forme classiche in oggetti dal forte impatto emotivo. Ballerine, décolleté, mocassini e sneaker vengono rielaborati con proporzioni contemporanee, superfici lucide, velluti e rasi, arricchiti da fiocchi, nappine e dettagli charme dal gusto quasi collezionistico. Per la donna spiccano la ballerina a punta dal tono intellettuale, la decolleté peep toe dal glamour rétro e la sneaker fantasia, ibrido leggero e femminile. L’uomo interpreta il tema con mocassini dandy, sneaker rétro morbide e pantofole di lusso dal fascino domestico-chic. Anche il bambino gioca con la decorazione: ballerine scintillanti, sneaker con charm pendenti e mocassini preppy. La palette audace — dal Wild Lime al Tibetan Red, dal Blissful Blue al Fig — celebra colore, esuberanza e unicità quotidiana.

    Primal Futurism

    Primal Futurism disegna un futuro essenziale e resistente, dove materia grezza e funzione raffinata convivono in forme scultoree e protettive. Superfici opache, texture fossili e finiture vissute definiscono calzature dal linguaggio tattile autentico, arricchite da hardware metallici, borchie e chiusure meccaniche che esprimono solidità e durata. Per la donna emergono il mocassino arricciato dal comfort avvolgente, lo stivaletto in camoscio slouchy con dettagli boho-rock e la décolleté a collo alto, ibrido tecnico e femminile. L’uomo interpreta il tema con scarpe gorpcore hiking, neo desert boot e mocassini morbidi dal carattere nomade e urbano. Anche il bambino entra nella visione con snowboot pelosi, clog imbottite e sneaker robuste dalle texture animalier. La palette naturale e minerale — Solemnity, Abbey Stone, Aquifer, Canary Yellow e Fog — rafforza un’estetica brutalista, moderna e progettata per resistere nel tempo.

    Dark History

    Dark History costruisce un’estetica intensa e teatrale, dove il passato medievale, barocco e gotico riaffiora in forme scultoree e dettagli rituali. Punte allungate, colli alti e tacchi arcuati avvolgono il piede in una tensione drammatica, amplificata da materiali ricchi come pelli goffrate, vernici, velluti, pizzi e inserti metallici. Per la donna dominano slingback strappy, ballerine stringate e stivali con allacciature corsetto, che reinterpretano la femminilità storica in chiave moderna. L’uomo risponde con derby morbide, monk strap raffinate e stivali militari dal carattere deciso e vissuto. Anche il bambino entra nella narrazione con Mary Jane ribelli, stivaletti con fibbie e sneaker di nuova generazione, pratiche ma stilisticamente forti. La palette profonda — Black Beauty, Prism Violet, Chili Oil e Golden Palm — rafforza un immaginario enigmatico, dove ogni calzatura appare come un reperto contemporaneo carico di fascino e mistero.

    Appuntamento al Micam 101

    L’appuntamento è a Milano per la 101° edizione del Micam, dal 22 al 24 febbraio. Il prossimo articolo sarà online il 23 febbraio, direttamente dal Micam. Main Service sarà infatti presente alla seconda giornata dell’esposizione per scoprire e raccontarvi dal vivo tutte le evoluzioni dei Trend A/I 26/27.

  • Consumatore A/I 2026/27: tutte le caratteristiche

    Consumatore A/I 2026/27: tutte le caratteristiche

    A poco meno di un mese dal Micam, Main Service vi porta alla scoperta di come sarà il consumatore dell’ A/I 2026/27. L’analisi condotta da Livetrend,  che incrocia dati provenienti da e-commerce, fashion show, social ed interessi degli acquirenti ha evidenziato le caratteristiche del consumatore per la stagione protagonista al prossimo Micam.

    Come sarà il consumatore dell’A/I 2026/27?

    La prima indicazione che arriva da Livetrend, è che il consumatore dell’A/I 2026/27 preferirà investire in esperienze piuttosto che in beni tangibili. Viaggi, cura della persona e spazi quotidiani, saranno le principali voci di spesa della Silver Genration. Sarà infatti la popolazione over 50 a guidare le tendenze d’acquisto. Questa sarà presa d’ispirazione soprattutto dai più giovani, mossi dalla voglia di rielaborare il valore delle cose semplici.

    Il sentiment, definito Primal Renaissance, rifletterà infatti la crisi del lusso inteso nell’accezione comune. I consumatori sceglieranno prodotti di elevata qualità e prezzi contenuti, rivalutando il reselling e gli accessori second hand, anche in un ottica di maggior interesse verso la sostenibilità.

    La ricerca dei prodotti sarà facilitata dall’intelligenza artificiale, che sarà altrettanti largamente utilizzata anche dai retailer per proporre offerte sempre più mirate, secondo strategie full funnel.

    Oltre questa panoramica generale, Livetrend ha individuato quattro differenti profili del consumatore dell’A/I 2026/27.

    Le quattro declinazioni del consumatore A/I 2026/27

    Heremit

    Heremit è il profilo che individua i consumatori più legati alle tradizioni ed al mondo rurale. L’individuazione nasce dall’analisi di trend riscontrati sia sul web che nei comportamenti del consumatore.

    Circa il primo aspetto, Livetrend ha evidenziato come le ricerche online abbiano mostrato un incremento per keyword come scandi style (+100%), fishermancore (+2900%), minimal living (+250%) elemental e slow productivity (entrambe a + 200%). A ciò si aggiungano tendenze sempre più diffuse, Tra queste la nascita di svariate comunità agricole, in cui confort moderni e vita sostenibile si fondono, o l’interesse crescente per i corsi che stimolano la manualità e portano a riconnettersi con la tradizione artigiana.

    Ne deriva un soggetto introspettivo e riflessivo, che ricerca la stabilità allontanandosi dalla sovraesposizione e rifugiandosi nelle tradizioni. Semplicità e pazienza sono i principi cardine di questo profilo, che conduce uno stile di vita ecologico e sostenibile.

    Multilocal

    Multilocal,  è il profilo più interessato alle interazioni umane, alle altre culture e al loro patrimonio. Le keywords in aumento che hanno contribuito ad individuarlo, sono neobrutalism (+2700%), rural community (+850%), heritage (+175). Tra i principali interessi, rientrano quelli in cui il consumatore è in grado di concentrarsi sulle interazioni umane. Si guarda infatti ad app come Timeleft, con cui le connessioni si trasformano in rapporti reali, e le community sauna, in cui i device sono aboliti per favorire il confronto diretto, scevro da pregiudizi.

    Il Multilocal si mostra quindi come empatico, fiducioso ed aperto alle diversità. Lo caratterizzano uno spirito collaborativo ed un approccio inclusivo, fatto di condivisione di esperienze ed influenze interculturali.

    Stimulator

    Sebbene condivida con i precedenti profili il disagio per un mondo eccessivamente tech e poco stimolante, lo Stimulator vi risponde in modo sostanzialmente diverso, attraverso edonismo e spensieratezza tipiche, secondo tale profilo, degli anni passati.

    La conferma arriva dalle ricerche effettuate sul web, di termini come dandy look (+180%), maximalism (+190%)m y2k look (+300%), retro glam (+2500).

    Ne deriva un soggetto giocoso e ottimista, che vive il momento e preferisce esperienze intense e sensoriali, come i ritiri di longevità, cioè viaggi luxury che combinano natura e rituali di guarigione tradizionale per riconnettersi con se stessi, come dimostra il successo registrato da app per il benessere psicofisico come Somashare.

    Code Breaker

    L’incremento di ricerche con keyword come Castelcore (+1000%), Motoboho (750%) e Medieval (90%), ha portato all’individuazione del Code Breaker, il più ribelle dei quattro profili del consumatore dell’A/I 2026/27.

    Il Code Breaker è un attivista che fa leva sulla propria rabbia per cambiare il mondo in cui vive. Rifiuta le imposizioni dell’autorità, combatte la disinformazione, e a differenza degli altri profili vede nella tecnologia un’alleata con cui trasformare il mondo circostante.

    Questo comportamento definito coinvolgimento resiliente si traduce anche esteticamente,con una predilezione per le epoche più buie. Ciò si concretizza sia attraverso una moda adattiva, accessibile a persone con disabilità e ad anziani, sia verso un abbigliamento genderless.

    Questi, secondo Livetrend, sono i consumatori dell’A/I 2026/27. Non resta che scoprire se le collezioni che andranno in scena al Micam, incontreranno i gusti dei profili individuati. Nel prossimo articolo, andremo ad analizzare quelle che saranno le tendenze presentate al Micam 101. L’appuntamento è tra 15 giorni sul nostro blog.

  • Resilient Business Models: Main Service tra i Case Study

    Resilient Business Models: Main Service tra i Case Study

    Main Service è felice di annunciare di esser parte dei case study del libro “Resilient Business Models: Innovating Through Global Challenges and Creating Sustainable Futures”.

    Come anticipato nel precedente articolo, sono tanti gli obiettivi per questo 2026: l’esser parte di un progetto editoriale era uno di questi, e siamo orgogliosi di farne parte.

    Il libro, edito dal gruppo editoriale tedesco Springer, fa parte della serie Future of Business and Finance. I testi della collana  indagano direzioni strategiche e pratiche di governance per il business del futuro.

    Il testo ha l’obiettivo di offrire un’istantanea dei modelli di business all’interno di diversi settori, in considerazione degli attuali scenari competitivi. Main Service è stata selezionata nell’ambito Software Service  Industries.

    Main Service in Resilient Business Models

    La softwarehouse ha offerto il proprio contributo nell’ambito dei case study, ripercorrendo il percorso aziendale svolto in decenni di attività ed illustrandone la strategia.

    Dagli arbori di Sim-X alle più recenti attività di sviluppo software, Main Service ha rappresentato il proprio modello di business,  affrontando temi come il rapporto con clienti e fornitori, il sistema di offerta e l’aspetto comunicativo.

    L’autore

    Autore del testo è Vincenzo Basile, Assistant Professor presso l’Università di Napoli Federico II e Ricercatore in Economia e Business Management. Da anni Vincenzo Basile, docente di Metriche di Marketing e Gestione dei Mercati Internazionali, è impegnato in attività di ricerca nel campo del marketing e dell’innovazione dei modelli di business.

    Con all’attivo già diverse pubblicazioni, Vincenzo Basile si è cimentato in una nuovo progetto editoriale dedicato al mondo del marketing. Il libro, pubblicato la scorsa settimana , è presente anche su Amazon a questo link.

    L’aver contribuito come case study ad un testo dedicato al marketing, è motivo di enorme orgoglio per la softwarehouse, che ringrazia Vincenzo Basile per aver proposto la collaborazione.

    Ed ora… Micam!

    Tra due settimane Main Service punterà i riflettori sul Micam 101. Con il prossimo articolo inizia quindi ufficialmente l’avvicinamento alla nuova edizione della più importante manifestazione calzaturiera.

    Il primo topic sarà dedicato al consumatore dell’ A/I 2026/27. L’appuntamento è sul blog per conoscere le prime novità della prossima edizione del Micam!

  • Obiettivi 2026 Main Service: anticipazioni per il nuovo anno

    Obiettivi 2026 Main Service: anticipazioni per il nuovo anno

    Mancano ancora due giorni al nuovo anno ma Main Service ha già chiari gli obiettivi 2026. Nell’ultimi articolo del 2025 offriamo una breve panoramica su quelli che saranno i topic dell’anno alle porte.

    Mondo Web

    Dopo la pubblicazione nello scorso giugno, tra gli obiettivi 2026 della Main Service c’è l’ arricchimento del proprio spazio web. La software house da sempre ritiene il sito web aziendale quale spazio non limitato alle proprie attività, ma desidera destinarne parte anche ai propri clienti. La società pensa ad una soluzione che vedrà il coinvolgimento del proprio parco clienti, da sviluppare nell’ultina parte dell’anno.

    Sviluppo Sim-X

    Parlare di sviluppo porta inevitabilmente a parlare di Sim-X. Nonostante i circa 40 anni di attività, il gestionale della Main Service sembra non conoscere limiti. Il 2026 sarà però l’anno in cui Main Service testerà per una specifica sezione, una gestione ben diversa a quella a cui son stato abituati i clienti. Ulteriori informazioni saranno ufficializzate a valle dell’edizione di settembre del Micam.

    Fiere

    Prima dell’edizione in programma a settembre, nel mese di febbraio Fiera Milano accoglierà la 101° edizione del Micam. Anche a questa edizione, come alla successiva, Main service dedicherà ampio spazio sul proprio blog. Già a partire dal prossimo articolo inizierà la marcia di avvicinamento al Micam.

    Settore

    Il Micam è solo uno degli aspetti legati al settore su cui Main Service si concentrerà. Sempre in ambito fiere, Main Service informerà sulle esposizioni internazionali che coinvolgeranno gli operatori del Made in Italy calzaturiero. Collegate al tema sono anche le attività previste per la giornata nazionale del Made in Italy, a cui Main Service dedicherà attenzione nei giorni di aprile. Infine, spazio ai report, sia relativi ai dati di settore sviluppati dal Centro Studi di Confindustria Moda che a quelli della cyber security di Clusit.

    Anche quest’ anno si prospetta quindi ricco di attività, sebbene queste siano solo alcuni degli obiettivi che Main Service si è prefissata di raggiungere. Non resta quindi che restare collegati con il blog per scoprire cosa riserverà questo 2026. L’ appuntamento è tra due settimane con la prima news che ci accompagnerà al Micam. Auguri di cuore a tutti voi per un 2026 entusiasmante.

  • Governo e filiera calzaturiera: un 2025 tra difficoltà e prospettive

    Governo e filiera calzaturiera: un 2025 tra difficoltà e prospettive

    In un 2025 che ha confermato il momento difficile affrontato dal settore, è giusto fare il punto sulle relazioni tra Governo e filiera calzaturiera. Per capire le prospettive dell’anno che si appresta ad avviarsi, ripercorriamo le tappe fondamentali del ruolo che le istituzioni, nazionali e meno, hanno ricoperto nel corso dell’anno.

    La situazione ad inizio anno

    Il 2025 del settore si è aperto con una filiera già in sofferenza. La produttività e il fatturato mostravano cali significativi ereditati dal 2024, mentre l’export, da sempre motore del comparto, registrava contrazioni in valore e lievi incrementi nei volumi. In questo contesto fragile si sono rese inevitabili misure correttive che hanno coinvolto anche il governo. Assocalzaturifici ha segnalato un calo del fatturato del 9,7% nei primi nove mesi del 2024 e una riduzione dell’export del 9,2% nello stesso periodo, mentre alcuni distretti denunciavano un crollo produttivo oltre il 16%. I primi mesi del 2025 confermavano la tendenza, con volumi in lieve aumento ma valori ancora in calo. Inevitabile, in una situazione del genere, la richiesta di supporto da parte del Governo.

    Governo e calzaturiero: tra obiettivi raggiunti ed appuntamenti mancati

    Secondo Giovanna Ceolini, il settore necessitava risposte rapide. Durante il Luxury Summit, la presidente ha chiesto interventi su costo del lavoro, sostegni all’export e difesa dell’identità del Made in Italy. Il governo ha aperto un confronto attraverso il Decreto-legge 14 marzo 2025 n. 25, che ha introdotto misure su credito d’imposta, accesso al credito e internazionalizzazione. In materia di export, il protocollo d’intesa con la Regione Marche ha avviato un percorso condiviso per rafforzare la presenza estera dei distretti.

    Il MIMIT ha poi riconvocato la tavola rotonda sulla filiera, con l’impegno di monitorare costi energetici, mercato del lavoro e competitività. Non tutte le aspettative del settore sono state soddisfatte. Secondo Giovanna Ceolini, alcune tavole rotonde convocate nei primi mesi dell’anno non hanno prodotto i risultati attesi, lasciando irrisolti nodi centrali come costo del lavoro, formazione tecnica e sostegni strutturali all’export. L’esclusione dei temi legati all’ultra fast fashion dal DDL Concorrenza ha accentuato il divario tra esigenze della filiera e decisioni politiche. Le imprese attendevano norme capaci di tutelare qualità, sostenibilità e concorrenza leale.

    L’incidenza del mercato estero

    La crisi del settore nel 2025 ha avuto anche una forte dimensione internazionale. Gli Stati Uniti, che negli ultimi anni rappresentavano un mercato strategico per molte aziende italiane, hanno introdotto un dazio aggiuntivo del 20% sulle calzature europee a partire dal 9 aprile 2025. Questa misura ha colpito un comparto che stava cercando di rimpiazzare il calo della domanda proveniente da mercati orientali influenzati da tensioni geopolitiche e conflitti. Le imprese avevano puntato sugli Stati Uniti come alternativa credibile, viste le difficoltà nel Far East e la concorrenza crescente in Medio Oriente.

    Il dazio ha generato un improvviso aumento dei costi, portando l’incidenza tariffaria complessiva anche oltre il 28% su alcuni modelli. Diverse aziende hanno segnalato un calo immediato degli ordini e un rallentamento delle spedizioni. Secondo i dati più recenti, l’export italiano di calzature verso gli Stati Uniti ha registrato un decremento superiore al 20% nella parte centrale dell’anno. Il settore percepisce questa situazione come un rischio serio, perché il mercato americano garantiva margini più stabili e un posizionamento coerente con il valore del Made in Italy.

    A questo scenario si aggiunge l’adeguamento alle nuove norme europee. Il Regolamento UE 2023/988 ha sostituito la Direttiva 2001/95/CE, introducendo obblighi più severi per produttori, importatori e distributori. La riforma richiede tracciabilità puntuale del prodotto, responsabilità estesa lungo la filiera, procedure di richiamo più chiare e un rafforzamento della documentazione tecnica. La vecchia direttiva, meno stringente, non copriva in modo uniforme le nuove esigenze di un mercato globalizzato. L’adeguamento al nuovo quadro impone investimenti organizzativi che pesano soprattutto sulle piccole imprese.

    Contraffazione: un problema da risolvere

    La crisi del settore non riguarda solo vendite ed export. Nel corso del 2025 è cresciuta anche la preoccupazione per la legalità della filiera, tema più volte ribadito da Assocalzaturifici. L’associazione ha richiesto controlli più capillari, procedure uniformi e un sistema che premi le imprese virtuose. Secondo Giovanna Ceolini, la competitività del Made in Italy passa anche dal rispetto delle norme sul lavoro, dalla tracciabilità dei processi e da un modello produttivo trasparente.

    Il settore ha inoltre assistito a un incremento dell’attenzione mediatica legato a recenti casi di irregolarità e sospetti di caporalato all’interno di alcune filiere del lusso. La narrazione pubblica, spesso generalizzata, rischia di danneggiare imprese totalmente regolari che operano nel rispetto delle norme. Confindustria Moda ha segnalato che un eccesso di attenzione mediatica, non accompagnato da verifiche rigorose, può produrre un danno reputazionale profondo all’intero comparto. Le aziende virtuose chiedono quindi controlli severi, ma anche chiarezza comunicativa e distinzione netta tra chi rispetta le regole e chi opera ai margini della legalità.

    Il DDL PMI ha introdotto una certificazione di filiera che punta proprio a rafforzare questo principio. Lo strumento, accolto positivamente dalle imprese, permette di valorizzare chi investe in trasparenza e sicurezza. Le nuove norme europee sulla sicurezza dei prodotti, combinate con la richiesta crescente di responsabilità sociale, rendono evidente la necessità di un sistema normativo moderno e coerente. La battaglia per la legalità non è quindi solo un tema etico, ma una condizione essenziale per tutelare il valore del Made in Italy nel mondo.

    I Piani strategici per il futuro

    Lo sguardo ai prossimi anni dipende dalla capacità del governo di adottare strumenti strutturali. Il  “Piano Italia 2030”, elaborato da KPMG per Assocalzaturifici, mira a rilanciare la competitività attraverso sei pilastri: innovazione tecnologica, visione unitaria della filiera, identità del Made in Italy, strategia internazionale, valorizzazione dell’artigianato e manifattura avanzata. Finora il piano è stato discusso nelle sedi istituzionali, ma non ancora tradotto in misure operative.

    Il Piano Strategico Industriale 2035, elaborato da Confindustria Moda e LIUC Business School, amplia il perimetro all’intero sistema TMA e punta su sostenibilità, formazione, comunicazione e competitività globale. Secondo Ceolini, questi strumenti possono guidare il rilancio, ma richiedono continuità politica e applicazione concreta. I prossimi anni diranno se le strategie riusciranno a consolidare una filiera che resta centrale per il Made in Italy.

    Non resta che attendere i dati a consuntivo del 2025, che saranno noti solo in corso 2026, per capire se le azioni intraprese abbiano modificato la traiettoria dei risultati. L’appuntamento con l’ultimo articolo dell’anno è tra 2 settimane sul blog.

  • Fatturazione elettronica, novità in arrivo

    Fatturazione elettronica, novità in arrivo

    Novità in casa Main Service per quanto riguarda la fatturazione elettronica. È pronto un tool che sveltirà la fase di controllo degli XML ai fini dell’invio del documento allo SDI.

    Fatturazione elettronica in Sim-X

    Da quando è stata introdotta la fatturazione elettronica, Sim-X ha aggiornato il proprio software per consentire la generazione e la gestione dei documenti digitali.

    Tale gestione nel corso del tempo si è dotata di ulteriori elementi che consentissero una più fluida attività operativa, conformandosi di volta in volta agli aggiornamenti normativi.

    Perché lo SDI scarta la mia fattura?

    Tuttavia il solo rafforzamento del software, non implica una totale risoluzione dei problemi che possono nascere in fase di invio del file alla piattaforma. I controlli dello SDI possono infatti portare a scartare documenti formalmente corretti, ma inficiati da errori legati ad aspetti prettamente operativi delle aziende clienti.

    Può infatti capitare che una fattura in fase di caricamento venga scartata perché il cliente non ha comunicato variazioni in merito una cessata Partita Iva, ad un cambio di gestore della piattaforma elettronica o la presentazione di una lettera d’intento.

    Si tratta insomma di dati che se non caricati correttamente nelle anagrafiche aziendali, consentono di produrre una fattura elettronica formalmente corretta, ma destinata ad essere scartata dallo SDI.

    Sebbene ciò per l’azienda non costituisca propriamente un danno, è altrettanto vero che comporta un appesantimento della gestione operativa. L’operatore dovrà infatti accertare il motivo dello scarto, contattare il cliente per ottenere riscontro, recuperare la fattura e provvedere ad una nuova registrazione. Il tutto spesso si traduce in allungamento dei tempi e conseguenti ritardi nei pagamenti da parte dei clienti.

    I vantaggi del controllo preventivo

    Al fine di ovviare a tutto ciò, Main Service ha sviluppato il nuovo tool, che si occupa di effettuare tutti i controlli necessari in fase di elaborazione del documento.

    Grazie a tale procedura, l’operatore che dovrà inviare la fattura elettronica allo SDI, avrà già verificato la presenza di eventuali incongruenze, che potrà risolvere in fase di generazione del documento, con conseguente risparmio di tempo e controlli legati ad interventi correttivi successivi.

    La nuova procedura di Sim-X, non essendo vincolata ad aggiornamenti normativi, è opzionale. E’ lasciata ai clienti la possibilità di scegliere se gestire con maggior tranquillità il ciclo attivo delle fatture digitali.

    Per maggiori informazioni circa modalità di installazione e costo, è possibile contattare telefonicamente allo 0815206171 o inviare una mail ad amministrazione@mainservice.it.

    Per quanto riguarda il blog, l’appuntamento è tra 15 giorni con un nuovo articolo, sempre su www.mainservice.it

  • Security Summit Streaming Edition 2025

    Security Summit Streaming Edition 2025

    L’ultimo appuntamento dedicato alla cybersecurity si concentra sul Security Summit Streaming Edition 2025, l’aggiornamento rilasciato da Clusit relativo alla sicurezza digitale.

    L’evento, svoltosi online il 5 novembre, ha presentato i dati aggiornati al primo semestre 2025, e ha proposto un focus sul settore manufatturiero, con particolare attenzione alla direttiva NIS2.

    Come anticipato nel precedente articolo, Main Serivice ha seguito l’evento ed è pronta ad aggiornarvi sui dati presentati.

    Il rapporto Clusit

    Alessio Pennasilico, CS Clusit, da il benvenuto all’edizione di novembre del Rapporto Clusit, lasciando subito la parola ad Anna Vaccarelli, presidente Clusit.

    Obiettivo di Clusit, che compie quest’anno 25 anni, è diffondere la cultura della cybersecurity, considerando che nel 95% degli attacchi, l’errore umano risulta particolarmente incidente. È per questo che Clusit, come ricordato dalla Vaccarelli, ha varato diversi progetti formativi. Aziende, scuole, over 60 e giornalisti, sono destinatari di alcuni dei progetti volti ad offrire le competenze necessarie ad affrontare il problema della sicurezza digitale.

    Dopo una veloce rappresentazione dell’indice del Rapporto (che potete trovare a questo link), la parola passa a Sofia Scozzari. La CS di Clusit, illustra come siano variati gli attacchi hacker a livello mondiale nel corso del primo semestre dell’anno.

    Il dato a livello mondiale

    I dati mostrano come nel primo semestre gli attacchi non siano diminuiti. Il dato parla di 2755 attacchi andati a buon fine, con implicazioni di rilievo sia a livello tecnico che reputazionale. Un incremento quindi del 36% rispetto al precedente semestre, con una media di 459 incidenti al mese.

    I principali player sono ancora operativi nell’ambito del cybercrime, con l’87% degli attacchi. Il fenomeno dell’hacktivism, dopo una diminuzione negli anni precedenti, torna ad essere di rilievo con l’8% delle casistiche, anche in ragione dei conflitti in corso.

    Tra i settori più colpiti, il multiple target, il settore militare e l’health care, che restano stabili. Aumentano invece i casi nel manufacturing e nel transportation storage.

    La geografia degli attacchi vede il primato negativo dell’Europa, mentre gli Stati Uniti, si assestano sul 35%, contro il 50% del precedente semestre. Di contro aumentano gli attacchi in Asia per la prima volta, con circa il 20% delle casistiche. Meno rilevanti Oceania ed Africa, anche in ragione di minori informazioni disponibili, mentre il restante 17% si verifica quelle definite come location multiple.

    Circa le tipologie di attacco, le abilità degli hacker sembrano affinatesi. Il 34% degli attacchi è infatti riferibile a tecniche di cui non è stato possibile capire come siano stati veicolati, mentre aumentano le vulnerabilità 0-days. Restano rilevanti i casi di malware (25%), principalmente ransomware, ed i DDos, con il 9%.

    Considerando l’impatto degli attacchi, sono in aumento i casi definiti critical ed high, che insieme raggiungono l’82% dei casi, rispetto al precedente 77%. Il restante 18% è dato da attacchi di medio impatto. L’assenza di attacchi a basso rischio, implica che gli hacker agiscano per ottenere risultati mirati e concreti. I dati più critici si registrano nell’health care, dove ad essere in pericolo sono i dati sia aziendali che dei pazienti.

    Gli attacchi in Italia

    Luca Bechelli, CD Clusit, sposta il focus dal livello globale a quello nazionale. Sebbene lontano dall’incremento registrato globalmente, il dato del 13% desta comunque preoccupazioni. Questo perché se proporzioniamo la popolazione agli attacchi, il dato nazionale supera del 10% la tendenza mondiale.

    Circa la tipologia di attacchi, la situazione nazionale è ben diversa da quella globale. Il dato del cybercrime si assesta sul 46%, mentre è preponderante la quantità di attacchi legata all’hacktivism. Ben il 54% dei casi ha motivazione ideologiche più che economiche. Il gruppo NoName057(16) legato ad interessi filo russi negli ultimi mesi ha colpito portali istituzionali, enti pubblici e siti legati al mondo militare. Sebbene non siano stati provocati danni diretti, l’impatto simbolico è stato notevole.

    Non a caso, il 37,9% degli attacchi in Italia ha interessato l’ambito governativo e militare, con attacchi in aumento del 2,8% rispetto tutto il 2024. Seguono i settori Transportation Storage con il 16,8% ed il settore Manufacturing con il 12,9%.

    Un attacco su 5 è un attacco malware, che si conferma quale tecnica più semplice per gli attaccanti, consentendo di monetizzare. Il dato più importante è comunque relativo ai DDos con circa il 50% degli attacchi.

    La Severity in italia si riduce, per due motivi principalmente. Gli attacchi DDos per natura sono sicuramente più eclatanti, ma hanno minore entità, quindi l’incidenza è minore. Un secondo elemento è la maggiore preparazione delle aziende rispetto la mitigazione delle aziende, che hanno abbattuto drasticamente gli effetti.

    Altri dati del rapporto Clusit 2025

    Oltre i dati mondiali e nazionali, c’è stato spazio anche per un focus sulla condizione governativa e per una tavola rotonda.

    L’analisi governativa presentata dalla Presidente Vaccarelli, interessa il periodo dal primo semestre 2023 al primo semestre 2025 e mostra un incremento di attacchi del 12%. I 322 attacchi registrati nel primo semestre 2025, rappresentano infatti il 76% del totale degli attacchi del 2024. Sebbene la tipologia principale sia quella del cybercrime, l’hacktivism cresce dal 30% dell’intero 2024 al 35% del primo semestre 2025, con particolare concentrazione in Europa. Circa le tecniche, gli attacchi DDos coprono circa il 40% dei casi, mentre aumenta il ricorso a tecniche Undisclosed, assestate sul 33,5%. Il livello di vulnerabilità è comunque basso.  

    La tavola rotonda ha invece coinvolto i partecipanti in merito ad alcune delle tematiche affrontate in corso di mattinata, soprattutto relative ai dati globali. Tra queste il ruolo delle normative nel far lo scenario attuale, cosa che porta ad esempio l’Asia a registrare un incremento di casistiche. Contrandosi su tipologia ed impatto, secondo i relatori la scelta di malware, sebbene di bassa sofisticazione, risulta efficace. Ciò è emblematico della scarsa consapevolezza dell’utente medio nella gestione delle criticità. A tal proposito, la diminuzione di attacchi a basso impatto, non dipende da una maggior capacità nel fronteggiarli, quanto da un aumento di attacchi più impattanti.

    Settore Manufatturiero al Security Summit Streaming Edition 2025

    Il secondo appuntamento che Main Service ha seguito nel corso del Security Summit Streaming Edition 2025, è stato dedicato alle aziende manufatturiere. Nel pomeriggio si è svolto l’incontro Sicurezza della Supply Chain Manufatturiera: l’impatto della NIS2. L’incontro oltre a dare largo spazio alla direttiva NIS2, ha analizzato la condizione attuale delle aziende del manufatturiero rispetto il precedente semestre. Paola Girdinio modera la tavola rotonda.

    I dati del settore manufatturiero

    Il primo a prendere la parola e rendere noti i dati semestrali è Lorenzo Ivaldi, membro del Comitato Scientifico del Clusit. Ivaldi spiega come gli attacchi del primo semestre, 213, si avvicinino molto al dato complessivo del 2024, di 236 attacchi.

    Circa la tipologia di attaccanti, per le aziende manufatturiere, si parla principalmente di cybercrime. Mentre l’anno precedente diversi attacchi erano ascrivibili all’hacktivism, nel primo semestre 2025 si sono verificati attacchi atti ad estorsioni. Il dato è confermato anche dalla tipologia di attacco, per il 58% è composto da malware, in crescita del 20% sul dato complessivo del 2024. Seguono attacchi Unknow, cioè gli 0 days, che a differenza di quanto si verifica in Italia, non son patchate e quindi difficilmente gestibili.

    Il principale bersaglio è l’Europa anche se gli USA hanno invertito il precedente trend in discesa. L’Asia risulta maggiormente attaccata, sebbene meno degli USA. Il dato asiatico è comunque da prendere con cautela. Questo sia per il quantitativo di aziende coinvolte nella migrazione verso l’Asia, che per i dubbi circa la veridicità dei dati dichiarati.

    Circa la tipologia degli incidenti, se gli impatti restano invariati, quelli di media entità sono calati sensibilmente, mentre quelli critici sono aumentati in modo considerevole. Da questo punto di vista a livello nazionale il dato è migliore, anche in ragione della ricezione delle direttive nazionali ed europee.

    Sempre su scala nazionale, il malware è preponderante rispetto i dati globali. Le vulnerabilità sono più ridotte, mostrando quindi una maggior consapevolezza, mentre gli attacchi 0-days restano rilevanti. Circa gli impatti, quelli critici sono poco rilevanti, ma risultando assorbiti dal livello high, il dato resta comunque preoccupante.

    Uno sguardo ad altri report e come mettersi in sicurezza

    Analizzando anche altri report, come il Dagos 2025, si evidenzia come gli attacchi ransomware siano aumentati all’87%, colpendo ogni tipo di realtà industriale.

    Il Microsoft Digital Defense Report 2025, evidenzia come principali problematiche la consapevolezza informatica dei border, tornata in auge con la NIS2 e la protezione dell’identità, in ragione dei numerosi accessi che si registrano nelle realtà aziendali. Tra le principali misure di sicurezza, l’investimento nella formazione del personale, non solo relativamente a competenze tecnologiche, ma anche per formare una cultura volta alla sicurezza aziendale.  

    Tra gli altri consigli del Report di Microsoft, le ulteriori indicazioni prevedono che le aziende siano consapevoli delle proprie debolezze, in base a cui sviluppare piani di risposta efficaci. Condivisione di informazioni sulle minacce, adeguamento alle normative emergenti e pianificazione dei rischi futuri legati alle nuove tecnologie, devono essere la base su cui creare una consapevolezza circa la sicurezza aziendale, che deve allargarsi anche alla catena di fornitura.  Indispensabile infine la gestione dei dati, sia effettuando back up che monitorando quelli in cloud.

    NIS2: La nuova direttiva

    Il secondo intervento del seminario, è stato proposto da Milena Antonella Rizzi, Capo Servizio Regolazione di ACN.

    Il tema è quello della direttiva NIS2, l’aggiornamento della direttiva europea dedicata alla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi.

    La direttiva interessa  aziende appartenenti a settori definiti critici. Tra queste, la aziende del settore moda non rientrano. Tuttavia, per aziende calzaturiere fornitrici di aziende critiche, l’adeguamento non sarebbe necessario per adempiere ad obblighi legali, quanto per implicazioni commerciali.

    La possibilità di rifornire aziende critiche, si collegherebbe infatti ad un sistema di supply chain security che diverrebbe pertanto necessario per le aziende fornitrici.

    Secondo linee guida ACN, basate sul framework nazionale di cybersecurity e cyberprotection, le attività da svolgere in relazione alla supply chain security si articolano in quattro fasi. Si tratta di valutare i rischi collegati alla propria supply chain, definire i requisiti di sicurezza adeguati, applicarli a contratti ed ordini e verificarne l’ applicazione.

    Tali misure sono sufficienti quali requisiti contrattuali, tali da consentire la continuazione delle forniture a clienti interessati dalla NIS2.

    Prossimi appuntamenti con la cybersicurezza

    Con quest’articolo dedicato al Security Summit Streaming Edition 2025 si conclude il ciclo di news relativo alla cybersicurezza, che ritornerà a fine marzo 2026, quando sarà pubblicato il rapporto relativo alla seconda metà del 2025. L’appuntamento con il blog Main Service è invece tra due settimane.

  • mPMI: come affrontare la sicurezza digitale

    mPMI: come affrontare la sicurezza digitale

    Dando seguito a quanto anticipato nel precedente articolo, Main Service affronta il tema della cyber security analizzando la situazione delle mPMI.

    Il riferimento è il rapporto Clusit 2025, che ogni anno valuta minacce e vulnerabilità informatiche, fornendo dati sulla sicurezza digitale delle aziende.

    Nell’articolo ci concentreremo sull’indagine dedicata alle mPMI, relativa ai principali rischi e ai modo con cui farvi fronte.

    PID Cyber Check: lo strumento a disposizione delle mPMI

    Il tessuto economico italiano è costituito principalmente da mPMI. In Italia tale tipo di azienda rappresenta il principale bersaglio di attacchi hacker.

    Il rapporto Clusit, dedica spazio alla survey sulla cyber security per le Mpmi, basata sui dati provenienti dal PID Cyber Check.

    Il PID Cyber Check è uno strumento dei PID – Punti Impresa Digitale delle Camere di commercio, creato per guidare le mPMI italiane nella valutazione della loro sicurezza informatica. Il questionario online, accessibile a tutte le aziende, analizza azienda, rete IT, dati, processi e protezioni esistenti, includendo formazione del personale e gestione degli incidenti. Fornisce di conseguenza una mappatura di punti di forza e vulnerabilità, permettendo di identificare interventi mirati perrafforzare la resilienza cyber e garantire continuità operativa.

    I dati proposti nella survey, riferiti al periodo giugno 2023 – dicembre 2024, sono il risultato di un processo che ha coinvolto 2487 aziende.

    Attacchi: come e chi colpiscono

    Dall’analisi emerge come oltre il 70% delle aziende sia soggetto ad un rischio medio. Circa un quarto delle aziende oggetto di attacchi appartiene al settore manufatturiero. Tale settore, con i settori di alimentazione alloggio e viaggi e dei servizi professionali scientifici e tecnici, ha subito oltre la metà degli attacchi verficatisi.

    Specificamente per il manufatturiero, la motivazione è da ricercare in sistemi IT spesso obsoleti e dispositivi IoT spesso facilmente sfruttabili dai cyber criminali.

    Se in un’ottica territoriale non emerge una contrapposizione netta (il 26% dei casi interessa Sud ed Isole, e per la parte restante è pressochè equiripartito tra Nord e Centro Italia), il dato cambia se si parla di dimensioni aziendali. Ad essere colpite sono infatti soprattutto le microimprese. Il 40% degli attacchi si registra in aziende con meno di 5 dipendenti, ed il 23% nelle aziende con massimo 10 dipendenti.

    Si tratta di aziende che dispongono di risorse limitate e spesso hanno minor consapevolezza circa le attività da svolgere ai fini della sicurezza. Fattori come assenza di certificazioni e una gestione corretta delle password, facilitano le attività di cyber crime.

    A tal proposito, gli attacchi più comuni riguardano casi di phishing (il 31%), malware (24%) ed attacchi alle applicazioni web (13%).

    Come può proteggersi una mPMI

    Affinchè si implementi un sistema di difesa in grado di proteggere tali realtà, è importante sviluppare soluzioni accessibili e scalabili. Tra le più indicate, rientrano soluzioni as-a-service, come firewall, software antivirus, e strumenti di monitoraggio.

    Oltre che nei sistemi fisici, un’area rilevante in cui investire, è quella della formazione del personale. Molti degli attacchi digitali, nascono in conseguenza ad errori umani. Workshop, moduli di e-learning e simulazioni sono soluzioni in grado di formare il personale circa il riconoscimento e la risoluzione delle minacce.

    Per le aziende più strutturate sistemi di autenticazione multifattoriali, segmentazione delle reti e piani di backup avanzati rappresentano, unitamente a sistemi di monitoraggio e risposta automatizzata agli incidenti, un supporto decisamente valido.

    Vuoi sapere come proteggere la tua azienda?

    Un modo per capire come proteggersi dagli attacchi, è innanzitutto conoscere il proprio grado di esposizione al rischio. A tal proposito, è possibile eseguire il PID Cyber Check, che in circa 30 domande restituisce una prima valutazione sul livello rischio digitale. Il test è presente a questo link.

    Inoltre Main Service, è a vostra disposizione per valutare insieme soluzioni adeguate in termini di cyber sicurezza, capaci di proteggere la vostra azienda. Potete contattarci telefonicamente allo 0815206171 o scrivere ad amministrazione@gmail.com

    Tra due settimane parleremo ancora di cyber sicurezza, con l’aggiornamento semestrale del rapporto Clusit. Main Service parteciperà infatti il 5 novembre al Security Summit Streaming Edition. Per chi volesse partecipare, è possibile registrarsi a questo link. L’appuntamento è sul blog tra 15 giorni.

  • Cybersecurity: in viaggio verso la sicurezza

    Cybersecurity: in viaggio verso la sicurezza

    Come anticipato nella precedente news dedicata al termine di supporto Windows 10, continuiamo ad occuparci di informatica, con un tema altrettanto rilevante: la cybersecurity.

    Il mese di ottobre è il mese europeo della cybersecurity, pertanto Main Service ha deciso di dedicare i prossimi due appuntamenti del blog al tema.

    Prossimi appuntamenti con la Cybersecurity

    Il prossimo appuntamento con  il blog mainservice è lunedì 3 novembre. Nell’occasione verrà illustrato il PID Cyber Check, lo strumento che consente alle mPMI di analizzare il proprio livello di sicurezza aziendale.

    L’articolo si concentrerà sui risultati emersi dal questionario a cui hanno partecipato le aziende. Saranno quindi individuate le principali aree di rischio e le soluzioni da poter applicare per farvi fronte.

    Il secondo appuntamento è in programma il 17 novembre, ed il tema sarà l’aggiornamento semestrale sul rapporto Clusit 2025. Il rapporto Clusit ogni anno offre un’analisi approfondita sul cybercrime in Italia e nel mondo. Dopo la pubblicazione del mese di marzo, il 5 novembre si svolgerà l’incontro per l’aggiornamento semestrale.

    A tal proposito Main Service parteciperà al Security Summit Streaming Edition, l’evento online dedicato all’aggiornamento semestrale del rapporto Clusit.

    Nel corso della giornata è in programma un interessante focus sulla sicurezza della Supply Chain Manufatturiera. Nel corso dell’incontro si valuterà anche l’impatto della normativa europea NIS2 sulla supply chain manufatturiera. Si anticipa che la direttiva non è indirizzata esplicitamente alle mPMI, ma le aziende avranno comunque facoltà di adeguarsi. Il vantaggio è di ordine competitivo, soprattutto se si opera con grandi brand internazionali.

    Attraverso casi studio e best practice si offriranno indicazioni per aiutare le aziende a conformarsi alla nuova regolamentazione e costruire una supply chain più affidabile.

    Per coloro che volessero partecipare, possono registrarsi al seguente link. Con il blog mainservice l’appuntamento è tra 15 giorni, con il primo dei due giorni dedicati alla cybersecurity.

  • Windows 10 : dal 14 ottobre terminano gli aggiornamenti

    Windows 10 : dal 14 ottobre terminano gli aggiornamenti

    Come già annunciato tempo addietro in occasione del lancio di Window 11, a partire dalla prossima settimana non saranno disponibili ulteriori aggiornamenti di Windows 10. Main Service vi spiega cosa comporta il termine dell’aggiornamento e quali soluzioni poter adottare.

    Aggiornamenti Windows 10: cosa comporta il termine di supporto

    La fine del supporto offerto da Microsoft circa gli aggiornamenti di Window 10, espone i computer a diversi rischi.

    In primo luogo non saranno disponibili patch di sicurezza o correzioni di bug, con il rischio di rendere i pc non aggiornati oggetto di malfunzionamenti.

    Circa la vulnerabilità dei pc, aumenta l’esposizione ad attacchi dall’esterno da parte di virus e malware rendendo i pc poco sicuri nella protezione dei dati.

    Infine l’assenza di ulteriori sviluppi per il sistema operativo,  potrebbe rendere i PC obsoleti. Nuovi software applicativi e periferiche potrebbero infatti non essere interfacciabili se non con i sistemi più recenti.

    Come risolvere?

    L’assenza di aggiornamenti di Windows 10 non implica una mancata funzionalità del sistema. Sarà possibile continuare ad utilizzare i PC, sebbene in presenza dei rischi appena descritti.

    In secondo luogo, gli aggiornamenti non termineranno del tutto. Chi volesse continuare ad operare con Windows 10 in sicurezza, potrebbe optare per i programmi a pagamento ESU, che estendono gli aggiornamenti di Windows 10 fino al 2028.

    Tali programmi sono stati pensati per rispondere all’esigenza di aziende che potrebbero riscontrare difficoltà nella conversione al sistema operativo Windows 11.

    Tuttavia l’opzione migliore è proprio la migrazione da Windows 10 a Windows 11, a patto che il proprio pc ne consenta l’installazione. In caso contrario, la soluzione ideale consiste nell’acquisto di PC in grado di supportare il nuovo sistema operativo.

    Main Service è qui per voi!

    Qualsiasi sia la soluzione che si decidesse adottare, Main Service è ovviamente disponibile per supportarvi nella scelta e trovare con voi la soluzione più adatta alle vostre esigenze.

    Per qualsiasi necessità potete contattarci telefonicamente allo 081 520 61 71 o all’indirizzo mail amministrazione@mainservice.it

    L’appuntamento sul blog è tra 15 giorni con un nuovo articolo, ancora dedicato all’informatica.

  • Centesima edizione del Micam: i risultati della fiera

    Centesima edizione del Micam: i risultati della fiera

    Il 9 settembre si è conclusa la centesima edizione del Micam, ed è il momento di trarne le somme. Nell’articolo analizziamo i risultati della fiera ed i principali temi trattati nei tre giorni di manifestazione.

    Centesima edizione del Micam: i risultati

    La centesima edizione del Micam premiata dai visitatori esteri

    La centesima edizione del Micam andata in scena dal 7 al 9 settembre, ha registrato 20.362 presenze. Un numero ben lontano da quello delle ultime due edizioni, che registrarono 40.449 presenze a febbraio 2025 e 40.950 a settembre 2024. Un calo giustificato dal diverso calendario fieristico delle manifestazioni appena andate in corso.

    Nell’edizione di settembre il Micam si è svolto unitamente al solo Mipel. Milano Fashion & Jewels è infatti iniziato questo sabato, mentre da giovedì sarà la volta di Lineapelle. La mancata contemporaneità degli eventi, che negli ultimi anni ha caratterizzato le kermesse milanesi, incide quindi negativamente sulle presenze.

    Di contro si registra un incremento di visitatori dall’estero del 12%. Più della metà delle presenze proviene da fuori Italia. Tra i 126 paesi visitatori, oltre alle conferme di Spagna, Germania, Francia, Cina e Giappone, quest’anno registrano buone performance Polonia, Nigeria e Sud Africa.

    Più di 800 brand per la centesima edizione del Micam

    Per quanto riguarda le aziende intervenute, analizzando l’elenco degli espositori riportati dal Micam all’interno del proprio sito, si sfiorano le 850 presenze. Di queste 435 internazionali e 407 italiani. Un numero in linea con l’edizione di febbraio, ma inferiore alle oltre 900 aziende presenti all’edizione dell’analoga stagione nel 2024.

    Per l’Italia, il 96% delle presenze proviene dalle 7 regioni calzaturiere, mentre il restante 4% da Lazio, Umbria, Piemonte, Liguria e Trentino Alto Adige. Tra le 7 regioni calzaturiere, sul podio Marche, Campania e Toscana, che da sole rappresentano ben più della metà dei calzaturifici italiani intervenuti.

    Circa le presenze internazionali, gli europei hanno ben risposto. L’area UE ha presenziato con 269 brand, specialmente spagnoli, tedeschi e portoghesi. Tra i paesi extra UE, 87 dei 100 brand asiatici provenivano da Cina e Turchia. Da registrare la presenza di 53 marchibrasiliani, oltre che di brand provenienti da Africa ed Oceania.

    Alla centesima edizione del Micam, il Micam X lascia il posto al Micam Next

    Nei giorni della manifestazione, il Micam ha dato dato largo spazio ai temi caldi di settore. Wired Italia si è occupata del palinsesto dell’hub, ribattezzato Micam Next .

    Per quanto riguarda le tendenze, Livetrend ha proposto la Buyer’s Guide per la PE 2026 in apertura di manifestazione. Nei giorni successivi,  Livetrend ha anticipato i colori ed il profilo del consumatore per l’AI 2026/2027. L’analisi dei consumatori, diventa un ottimo filo conduttore per raccontare i seminari svolti nella centesima edizione del Micam.

    Come cambieranno le scelte di consumo

    Livetrend ha evidenziato come i comportamenti del consumatore vivano una fase di trasformazione. Cambiamenti demografici e nelle dinamiche familiari, unitamente ad un’attenuazione della separazione tra aree urbane e suburbane, ridisegneranno abitudini e scelte di consumo.  

    I consumatori accorderanno le loro preferenze ad esperienze piuttosto che a beni tangibili, scegliendo quelle realtà che garantiranno privacy e sicurezza ai propri clienti. Saranno questi i driver principali per trasformare la fiducia in fedeltà.

    A questi driver si aggiunge quello della circolarità, un’aspettativa sempre più concreta tra i consumatori. Rivendita, riciclo e riparazione non sono più scelte di nicchia, come sottolinea il concetto di “valore con valori”. I marchi dovranno quindi dimostrare coerenza etica e sostenibilità, offrendo non solo convenienza economica, ma anche responsabilità sociale e ambientale. In tale ottica, la centesima edizione del Micam, ha dato spazio a due progetti. Da un lato, il VCS, l’ormai nota certificazione di sostenibilità per le imprese del calzaturiero. Dall’altro, Bioshoes4all, il progetto nato in Portogallo nel 2022 per condurre l’industria calzaturiera verso una bioeconomia sostenibile ed un economia circolare.

    Il ruolo del retail

    Anche il modo di fare acquisti cambierà, come evidenziato nell’incontro Future Of Retail: The Store of the Future. Il retail sarà caratterizzato da strategie multi canale, e-commerce ed esperienze phgytal , evolvendo in un approccio full-funnel che integra consapevolezza, considerazione e conversione. Fondamentale sarà quindi il supporto dell’intelligenza artificiale, come sottolineato nel corso dell’incontro Stepping into AI. L’ AI fornirà strumenti di crescita non solo al punto vendita, ma anche alla fase creativa e di progettazione della calzatura.

    Innovazione e tecnologia guideranno così la calzature dal futuro. Un assaggio delle potenzialità lo si è apprezzato nel corso dell’incontro Sport Shoes, Tech Shoes incentrato sulle potenzialità delle calzature sportive e tecnologiche. Ciò non significa dimenticare il fattore umano, come sottolineato nel corso dell’incontro The Human Factor: Formazione, Talento e Tradizione nelle Calzature.

    Appuntamento al Micam 101

    La prossima edizione del Micam andrà in scena dal 22 al 24 febbraio 2026, sempre a Fiera Milano. L’edizione 101 presenterà i trend per l’AI 2026/27. L’appuntamento con il Micam è quindi tra 6 mesi, mentre con il nostro blog tra 15 giorni.

  • Micam 100: tutto sulla fiera in corso

    Micam 100: tutto sulla fiera in corso

    Il Micam 100 è in pieno svolgimento. Nella mattinata di ieri è infatti iniziata l’edizione tanto attesa della più importante fiera del calzaturiero, che si concluderà domani prima di dare l’appuntamento a febbraio 2026 con l’edizione 101. Main Service propone una panoramica su quanto stia andando in scena in queste ore a Fiera Milano.

    Micam 100 : un traguardo da celebrare

    Il Micam ha aperto ieri mattina i battenti della centesima edizione, dedicata alla PE 2026. Come la precedente, anche per il Micam 100 la campagna comunicazionale è Game Changers. La campagna, sviluppata da Next Different, celebra gli operatori del settore calzaturiero, conservatori del sapere artigianale, ma dallo sguardo rivolto al futuro.

    Un futuro che è allo stato attuale ricco di aspettative: nella tre giorni espositiva, sono attesi 30.000 buyers da oltre 150 paesi. Numeri certamente importanti, come importante è anche il numero delle edizioni raggiunte dalla più importante fiera internazionale del settore calzaturiero. Un traguardo di tutto rispetto, che merita essere celebrato.

    La giornata di ieri si è infatti aperta con un gesto simbolico, la presentazione del francobollo ordinario dedicato alle Eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy. Il Ministro delle imprese e del Made in Italy Alfonso Urso, inizialmente atteso per l’apposizione del timbro, ha presenziato tramite video messaggio. Non sono però mancate rappresentanti istituzionali, come il Senatore Maurizio Gasparri, che ha partecipato alla cerimonia inaugurale insieme a Giovanna Ceolini, Presidente Micam ed Assocalzaturifci, Matteo Zoppas dell’Agenzia ICE, Alessia Cappello, Assessora allo Sviluppo Economico e alle Politiche del Lavoro del Comune di Milano e Barbara Mazzali, Assessore Regione Lombardia.

    La cerimonia inaugurale, con la presentazione ufficiale del francobollo ed il taglio del nastro, ha suggellato l’inizio della centesima edizione del Micam, sottolineandone il ruolo, sia attuale che storico, di supporto alla qualità della produzione italiana.

    Proprio il ruolo storico della fiera, è celebrata all’interno del Padiglione 1, con la mostra 100 Steps into the Future. Non una semplice retrospettiva, ma una vera e propria esperienza immersiva, che racconta attraverso foto e video la storia del Micam e della calzatura degli ultimi 50 anni. Oltre che attraverso le immagini, sono esposti 5 coppie di modelli, uno lifestyle ed uno tecnico-sportivo. I 10 modelli, una coppia per ogni decennio, raccontano la storia del legame tra il Micam e la calzatura.

    Micam 100, aria di rinnovamento

    Se da un lato il Micam 100 celebra la propria storia, dall’altro non mancano novità. Circa le aree espositive, la centesima edizione del Micam propone, al fianco delle le tre aree Everyday, Contemporary e Premium normalmente presenti, un’ulteriore sezione. L’area Cosmopolitan, presente al padiglione 5, propone 34 aziende internazionali  per far conoscere stili e tendenze globali.

    Un ulteriore cambiamento riguarda un altro elemento caratteristico del Micam, il Micam-X. Lo spazio dedicato a seminari e temi rilevanti del settore, passa sotto la direzione di Wired Italia. La collaborazione con la fiera, ha rinnovato il palinsesto e cambiato il nome dell’hub informativo in Micam Next.  Il logo Next campeggia al centro dell’area, sostituendo la X che caratterizzava l’area centrale del Padiglione 1. Tutti gli appuntamenti del Micam Next, presente al Padiglione 1, sono consultabili a questo link. Sempre al Padiglione 1, è presente Trends & Material, l’area che propone materiali, componenti ed accessori che caratterizzano Futurekind, il trend della PE 2026, presentato nel precedente articolo.

    Il futuro è nelle mani dei giovani

    Parlare di futuro al Micam, vuol dire parlare non solo di tendenze e novità strutturali, ma soprattutto di giovani. Anche al Micam 100, sono presenti le aree Emerging Designer, Italian Start Up e Future Of Retail.

    Emerging Designer

    Nuovi 12 designer per l’8° edizione del progetto Emerging Designer. La centesima edizione del Micam presenta gli stilisti che esporranno le proprie creazioni anche all’edizione 101 in programma a febbraio 2026.

    Il Padiglione 1 accoglie il nuovo il layout che si presenta come un’enorme serra per simboleggiare la volontà di coltivare i 12 talenti. Pavimento glitterato e pareti bianche unitamente a dettagli azzurri e fiori stilizzati, accolgono le creazioni dei partecipanti provenienti da tutto il mondo.

    Tra questi, 4 italiani: Lancialy Milano, co-fondato da Chiai Lin, che presenta modelli urban style caratterizzati da estetica minimalista e materiali di alta qualità; Apice, di Zarina Pistonesi, con modelli artigianali realizzati a mano in Italia con tecniche tradizionali; Le Signe, brand emergente dal design contemporano particolarmente attento allo stile e all’identità distintiva, dallo spiccato impegno verso la sostenibilità, e Servati, che presenta sneaker 100% riciclabili realizzate con stampa 3D, tanto ecologici quanto performanti.

    A completare il quadro delle aziende dell’area europea, altre quattro aziende. Le Plagiste è il brand rilanciato nel 2022 dai co-founder  Simon Michel e Rodolphe Stephan, che propone calzature eleganti e casual ispirati al vivere francese e alla Costa Azzurra; l’irlandese Brog della designer brasiliana Danieli Bergin, che unisce l’heritage irlandese all’artigianalità e all’ambiente, con modelli che mescolano tradizione ed innovazione. Dall’Olanda Sassy Icon, creato da Michelle Schager, propone prodotti dal design audace e consapevole dedicate all’empowerment femminile. Marco Castelli Collection, del siciliano Marco Castelli, presenta modelli caratterizzata da un’estetica sofisticata con particolare attenzione e dettagli e qualità dei materiali.

    Oltre i confine europei, la giuria di Emerging Designer ha selezionato altri quattro brand. Tra questi, i due coreani Nuosmiq e Then, con il primo specializzato in calzature genderless dal design sostenibile ed il secondo che sviluppa scarpe fatte a mano dal design classico e contemporaneo. Forte connotazione etnica per gli altri due brand, il peruviano Cannella Brand Shoes ed il nigeriano Wuman. Entrambi i brand fanno largo uso di materiali locali e tecniche tradizionali.

    Future of Retail

    Sempre al Padiglione 1 è presente Future of Retail, l’area che trasla il tema dell’innovazione dalla scarpa al punto vendita, presentando le soluzioni innovative proposte da sei aziende internazionali.

    Wov Labs è una piattaforma Web3 che utilizza tag NFC e blockchain per il proprio Passaporto Digitale. Il sistema consente di attribuire un’identità digitale verificabile ad ogni calzatura, arricchita di informazioni come materiali ed origine.

    SizeWise, start up irlandese,nata nel 2022 come spin-out dell’University College Dublin, presenta al Micam 100 una soluzione sizing AI per calzature. La proposta di SizeWise consente di scansionare i piedi tramite smartphone, ottenendo  previsioni accurate in millimetri delle taglie, così da ridurre i resi.

    Weev è una piattaforma cloud, che ha digitalizzato interamente il processo di creazione del settore calzaturiero grazie ad integrazioni API con sistemi ERP, PLM ed Asset 3D, consentendo la comunicazione e la collaborazione all’interno della filiera.

    Yocabe è una piattaforma e-commerce in grado di gestire la presenza delle calzature su più marketplace globali, tramite cataloghi smart, prezzi ottimizzati e logistica personalizzata.

    MagicStore è un gestionale in cloud dedicato ai negozi del fashion, in grado di digitalizzare e centralizzare i processi di vendita. L’azienda integra in tempo reale negozi fisici, e-cmmerce e marketplace offrendo una gestione unificata di magazzino catalogo ed ordini.

    1956 Individuals ha invece sviluppato grazie all’AI, commessi personalizzati capaci di interagire con i clienti, facendo leva sull’aspetto emotivo e relazionale, in grado di fidelizzare il cliente ed ottimizzare la performance del punto vendita.

    Italian Start Up

    Al Padiglione 3 è presente Italian Start Up, l’area dedicate alle giovani Start Up Italiane, nata dalla collaborazione con ICE e MAECI. Le tre aziende presenti al Micam 100 sono NEXT Milano, Stev’s e YU.SH.

    NEXT Milano presenta calzature che spaziano dal lavoro al tempo libero, dal lyfestyle allo sport. La calzature sono realizzate con stampanti 3D senza per questo perderne in comfort e traspirabilità.

    La stampa 3D è il sistema adottato anche da YU.SH, azienda fiorentina che aggiunge sensori IoT e tecnologie di elettrostimolazione tramite app Bluetooth alle solette per ottimizzare il benessere fisico.

     A completare la triade, Stev’s, il brand torinese nato nel 2022 con spiccata attenzione verso la sostenibilità. L’azienda propone in fiera la collezione Legacy, scarpe sportive del passato realizzati con materiali innovativi, come tomaie ottenute da scarti di bucce e torsoli di mela e suole in gomma 100% biodegradabile.

    In attesa dei risultati

    Come anticipato in apertura di articolo, la giornata di domani sarà quella conclusiva del Micam 100. Nel prossimo articolo analizzeremo risultati ed esiti di questa tre giorni dedicata al calzaturiero. Appuntamento tra 15 giorni su www.mainservice.it e buona fiera a tutti.

  • PE 2026: Futurekind è il trend della prossima stagione

    PE 2026: Futurekind è il trend della prossima stagione

    Inizia la marcia di avvicinamento al Micam e Main Service propone una panoramica di Futurekind, il trend della  PE 2026.

    Dal 7 al 9 settembre sarà tempo per la nuova edizione del Micam. Con la manifestazione distante appena 2 settimane, è il momento giusto per conoscere le tendenze che saranno presentate al Micam100.

    Anche quest’anno infatti, prosegue la collaborazione tra nata nel 2022 Micam e Livetrend. L’edizione 100 del Micam presenterà quindi la nuova buyer’s guide dedicata al trend della PE 2026: Futurekind.

    La generazione futura guida la PE 2026 

    Futurekind, è il trend della PE 2026. Il nome individuato, vuole sottolineare come il potere del cambiamento apparterrà ad una nuova generazione, caratterizzata da uno spirito neo-bohèmien.

    I temi portanti della società attuale sono instabilità ambientale, stanchezza digitale e divisione sociale. In risposta a questa condizione, la calzatura per la PE 2026 punta alla calma e all’attenzione. Scegliere con cura e riscoprire il piacere della bellezza sono gli elementi portanti di una tendenza. Futurekind predilige quiete, confort e semplicità alla velocità e alla complessità del quotidiano, per stare bene con se stessi e gli altri. Ritrovare quindi le proprie radici e al contempo avere una maggiore connessione sociale, condurrà l’essere umano verso un mondo migliore.

    Anche in questa edizione del Micam, le tendenze saranno declinate sotto quattro diversi aspetti, definite Retro Surrealism, Serene Elements, Moonbath e Whimsical Grunge.

    Retro Surrealism

    Retro Surrealism si presenta come pittoresco, timeless chic e preppy, concentrandosi sull’aspetto immaginario e nostalgico, rievocando sensazioni di vacanze estive di altri tempi. La dolcezza dei ricordi si fonde alla morbidezza delle forme, che richiamano l’heritage a cui si ispira la tendenza.

    Il calore dei ricordi è ben rappresentato dalla paletta di colori. Un mix di colori caldo e vivace composto da Poppy Red, Celosia Orange e Charlock. L’energia forte e solare è temperata da toni più neutri e profondi come Carinaria, Patriot Blue e Dutch Canal.  Il risultato è una paletta dalla forte connessione emotiva che ben rappresenta l’idea di sospensione tra spensieratezza ed introspezione.

    I materiali scelti puntano a riflettere il desiderio di riscoprire lo stile delle epoche passate, aggiungendo al contempo un tocco di modernità. Tra questi il vichy retro che richiama l’atmosfera tipica delle estati degli anni ’50, mentre il canvas naturale comunica una connessione autentica con la natura. Di contro raso elegante e vernice chic, conferiscono un senso di raffinatezza e classe più sofisticata e contemporanea.

    I dettagli chiave di questa tendenza riflettono appieno la sua personalità rétro. T-strap, fiocchetti, peep-toe e i contrasti rétro sono elementi distintivi che richiamano un immaginario vintage, ma con una veste più raffinata e attuale.

    I t-strap riportano alla mente lo stile delle calzature da ballo degli anni ’30 e ’40, mentre i fiocchetti aggiungono un tocco di femminilità giocosa e delicata, tipico delle scarpe da bambina degli anni passati. I peep-toe, simbolo di un’eleganza sensuale ma non sfacciata, richiamano l’idea di un’estate spensierata, di serate all’aperto e di festeggiamenti leggeri.

    I contrasti rétro, infine, si riflettono nelle combinazioni di colori e materiali, che giocano tra il moderno e l’antico, ciliegina sulla torta di un look che vuole essere contemporaneo e nostalgico allo stesso tempo.

    Serene Elements

    Il lato introspettivo del trend della PE 2026 è raccontato da Serene Elements. Non a caso le keyword di questo trend sono senza peso, tech-ture e simbiosi. Calzature leggere e semplici, che anche grazie a modelli barefoot, pongono l’essere umano a contatto diretto con la natura circostante. 

    I materiali scelti, pur appartenendo a categorie diverse, si fondono in un’unica narrazione sensoriale che sottolinea l’armonia tra leggerezza, naturalezza e forza. L’effetto carta e l’effetto gelatina contribuiscono alla dimensione tattile della tendenza, contrapponendo ruvidità e morbidezza e rappresentando gli aspetti tanto statici quanto fluidi della natura. Le reti trasparenti enfatizzano la connessione con l’ambiente circostante, mentre le texture animali ne evocano il suo aspetto primordiale.

    La semplicità della tendenza ed il minimalismo che la caratterizzano non rendono necessariamente le calzature esteticamente meno interessanti. Al contrario risultano arricchite da dettagli come l’effetto calza, che dona quel senso di impercettibilità che caratterizza i modelli di questa tendenza. Asimmetrie e design angolare, che si inseriscono con fluidità aggiungendo movimento senza compromettere l’armonia generale, ma anzi restituendo un’imperfezione elegante. Infine, gli stoppers & pullers, amplificano il concetto di essenzialità e funzionalità naturale.

    La paletta è tenue e soft, ed ogni colore, ad eccezione dello Shark, comunque non invadente, è delicato ed evoca texture naturali, calma e quiete. I colori spaziano da toni più caldi come il Pink Tint ed il Fairest Jade, che trasmettono un senso di accoglienza, a colori più freschi e terrosi come Aqua Haze e Sea Turtle, che completano l’atmosfera di delicatezza. Si tratta quindi di colori molto tenui dall’aspetto sobrio, che richiamano introspezione ed un forte legame con la natura. 

    Moonbath

    Moonbath è la tendenza che celebra l’aspetto tradizione del trend per la PE 2026. Bohemian, neo-primale e truth seeker descrivono al meglio il trend radicato nell’artigianalità, che diventa simbolo del connubio tra corpo, spirito e terra. Uno spirto libero, proiettato al divino, ma che affonda le sue radici nella terra, elemento portante di questa tendenza.

    Moonbath mescola il know how artiginale, folkloristico e a tratti religioso, ai paesaggi tropicali, fatti di notti caldi e giardini fioriti. La paletta individuata non poteva che essere composta da toni vibranti come Pomegranate, Celosia Orange e Vivacious. Tuttavia non risulta frenetica, grazie alla presenza di colori come Shaded Spruce e Golden Rod, che offrono maggiore profondità e naturalezza. Si tratta di toni caldi che evocano il sole rendendo la paletta prevalentemente satura e ricca, con il Pear Liqueur a bilanciare.

    Il calore e lo spirito tribale sono rappresentati da un’accorta scelta di materiali. Scamosciato e cavallino, con texture naturali, morbide e vellutate, restituiscono una sensazione di lusso naturale che richiama l’atmosfera festosa e la sensibilità artigianale del trend.

    In una collezione che guarda all’artigianalità quale connubio di autenticità e spirito tribale, le calzature si arricchiscono di finiture artigianali che aggiungono un tocco bohemien. Corde, nappine, intrecci e frange, richiamano l’atmosfera estiva, mentre i toe ring conferiscono una dimensione mistica in grado di miscelare tradizione e spiritualità.

    Whimsical Grunge

    Whimsical Grunge è lo urban style romantico dei giovani ribelli. La tendenza celebra l’aspetto grunge, senza però dimenticare il lato romantico e sognatore dell’individuo.  

    Imperfezione e dicotomie che caratterizzano lo stile, diventano il pretesto narrativo per raccontare la complessa personalità dell’individuo. L’essere umano è imperfetto ma portatore di uno stato d’animo fortemente identitario, al centro di una rielaborazione creativa.

    La contraddizione tra grunge e romanticismo, è rinvenibile a partire dalla paletta di colori, che combina colori intesi e saturi a sfumature soft e sofisticate. Toni caldi come Beetroot Purple e il Pomegranate si contrappongo a toni più freddi come Silver Peony e Black Beauty.Il Sulphur Spring aggiunge una nota acida e vibrante. Si tratta in ogni caso di tonalità non particolarmente brillanti, ma dal forte contrasto, tanto visivo quanto emotivo.

    Materiali e dettagli completano il quadro della contrapposizione tra grunge e romanticismo. L’aspetto decadente conferito da pelli craquelé ed esotiche, borchie ed aspetto vintage, sintomatico di una resistenza al tempo e al concetto identitario, si contrappone a dettagli romantici e schizzi artistici, la cui creatività smorza la pesantezza della calzatura e ne rappresenta l’aspetto sognante. Il minimalismo è invece spezzato da stringature corsetto: elementi essenziali che si contrappongono ad ornamenti intensi, in una contrapposizione rappresentativa di una costante tensione emotiva.

    In sintesi, Whimsical Grunge si nutre della contraddizione tra due mondi opposti. Da un lato  la ribellione grunge, fatta di imperfezioni, rottura e una certa bruttezza estetica. Dall’altro, il romanticismo, fatto di sfumature delicate, eleganza e una visione più idealizzata e sognante dell’individualità.

    Il contrasto tra i colori e  tra materiali grezzi e dettagli romantici, raccontano una storia di intensità emotiva e di perfezione imperfetta.  Whimsical Grunge celebra così l’unicità dell’individuo in un mondo esteticamente imperfetto ma artisticamente ricco.

    Micam 100: prossimo appuntamento!

    Il prossimo articolo sarà online in pieno Micam 100. Mentre a Fiera Milano si svolgerà la seconda giornata di esposizione, Main Service racconterà online tutte le novità della centesima edizione della manifestazione.

    Prima di allora, ricordiamo come Main Service a partire dal 1° settembre riprenderà l’attività operativa nei propri uffici. L’appuntamento con Main Service è quindi tra sette giorni, mentre con il Micam da domenica 7 settembre.

  • Primo trimestre 2025 del calzaturiero

    Primo trimestre 2025 del calzaturiero

    Piena estate e tempo di bilanci: Main Service propone una panoramica sui dati del primo trimestre 2025 del calzaturiero con uno sguardo alle attività prodotte in questa prima metà dell’anno.

    Primo trimestre 2025: situazione ancora complessa per il settore.

    Non arrivano segnali di miglioramento dai dati elaborati dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici. Il primo trimestre del 2025 continua a registrare un andamento negativo dei principali indicatori del settore.

    Produzione e consumi nel primo trimestre 2025

    Sul fronte interno della produzione, il dato del primo trimestre 2025 riporta un calo del fatturato del 7% rispetto l’analogo trimestre del 2024. Il calo della produzione rispecchia in parte anche l’andamento della situazione occupazionale. Il 2024 ha chiuso con 3.369 impieganti 70841 dipendenti. Rispetto a tale dato il primo trimestre 2025 ha restituito un risultato pressochè stabile sebbene in calo. I risultati mostrano una diminuzione percentuale rispettivamente dello 0,6% e dello 0,8%, equivalenti circa a 20 aziende e 600 dipendenti.

    Sempre in ambito lavorativo, aumenta il ricorso alle ore di cassa integrazione per quanto riguarda l’intera filiera pelle, in cui è ricompreso il comparto calzaturiero. Sono state concesse 13 milioni di ore, quasi 5,1 milioni di ore in più rispetto al primo tremestre 2024, con un incremento del 66,1%. Dei tre mesi quello con incremento maggiore è marzo, che rispetto all’analogo mese dle 2024 registra un incremento del 116%.

    Circa i consumi interni, il calo dovuto all’aumento dei costi energetici è in linea con l’inflazione, registrando una diminuzione dell’1,2% in spesa e 2,1% in quantità. Al minor valore contribuiscono scarpe da uomo, donna e bambino, con flessioni in quantità del 4,8% e del 3%. Di contro aumentano sportive e sneakers dell’1% in volume ed 1,7% in spesa.

    Export in calo nel primi mesi del 2025

    Per quanto riguarda le esportazioni, il dato è di 3.035,42 milioni di euro e 53.186.000 paia. Il prezzo medio si assesta così sui 57.07 euro. Rispetto l’analogo periodo del 2024, il valore del fatturato cala del 4,1%, mentre aumenta del 2,5% l quantitativo di paia esportate. Il dato evidenzia il calo dei prezzi medi, che si assesta al 6,5%.

    A livello regionale, oltre il 60% della produzione destinata all’export, proviene da Lombardia (26,7%), Veneto (21,9%) e Toscana (14,7%). Le altre regioni dei principali distretti calzaturieri, Marche, Emilia Romagna, Puglia e Campania, aggiungono un ulteriore 22,4%. Il restante 14,3%  proveniente dalle altre regioni, è in larga parte appannaggio del Piemonte, con il 6,9%.

    Al di la della suddivisione produttiva, è solo la Lombardia a registrare un valore positivo delle esportazioni sul 2024, con un incremento del 5,9%. Il Veneto vede invece contrarre la propria quota del 10,6%, mentre la Toscana del 20,1%. Le altre regioni dei distretti, analogamente registrano contrazioni: -6,9% per le Marche, -12,3% per l’Emilia Romagna, -5.7% per la Puglia e -20,9% per la Campania.

    A trainare l’export, nonostante il calo in valore dell’8,9% rispetto al primo trimestre 2024, sono le calzature in pelle e cuoio. I valori parlano di un fatturato di 1.880,92 milioni di euro e 22.987.000 paia esportate. Aumentano le vendite delle calzature in sintetico (+2,6% in valore e +6,2% di paia vendute). Le calzature in gomma registrano un calo sia in quantità che in valore, nonostante l’aumento dei prezzi medi del 21,4%.

    La principale area di destinazione è il blocco UE, che accoglie poco più del 70% delle quantità prodotte in Italia. Tuttavia il maggiore incremento in valore e quantità si registra nell’area del Medio Oriente, che aumenta rispettivamente del 10,8% e del 14,6%. Segnali positivi anche dall’Est Europa, America ed Africa Settentrionale.

    A livello di singolo paese, Francia, Germania e USA guidano le esportazioni generando un fatturato pari a circa 1/3 delle esportazioni totali. La crescita maggiore in valore la si registra però in Cechia ( + 28,9%), oltre che Turchia ed Emirati Arabi, rispettivamente con una crescita in valore del 21% e del 16,8%. Di contro, forte rallentamento nel Far East, con Cina, Corea ed Hong Kong che vedono un calo di medio del 26,5%.

    Import e saldo commerciale

    Sul versante delle importazioni, i risultati vedono un valore di 1.866,74 milioni di euro per 114.955.000  di paia, con un prezzo medio di 16,24 euro. Il dato indica un aumento delle importazioni in valore più contenuto della variazione in quantità, con conseguente calo dei prezzi medi di importazione.

    Il costo di importazione diminuisce infatti per tutti i materiali di tomaio. A fronte di importanti incrementi nelle quantità importate (+42,5% per prodotti in gomma, e sintetici e pantofole che incrementano di poco oltre il 30%), gli incrementi in valore sono più contenuti (7% per i prodotti in pelle e cuoio e -3,8% per i prodotti in gomma).

    Per quanto riguarda le macro aree, le importazioni dell’UE risultano pressochè invariate, mentre la zona asiatica a registrare un forte aumento sia in valore, 52,2%, che in quantità 56,2%.

    Le importazioni provengono principalmente da Cina, Belgio e Germania, mentre i maggiori incrementi si registrano in valore per Cambogia, Birmania, Indonesia e Vietnam.

    Si assottiglia quindi il saldo commerciale per un valore di 1.168,67 euro rispetto ad 1.502,91 del 2024

    Non solo primo trimestre 2025: le attività Assocalzaturifici nel corso dell’anno

    I dati evidenziano una situazione complessa per il settore, dettata principalmente da tensioni internazionali ed una fiducia ancora fragile da parte degli imprenditori.

    Assocalzaturifici, che a luglio ha festeggiato 80 anni di attività, ha lavorato in questa fase del 2025, per dare risposta ad entrambi i problemi. I temi principali sono quindi individuabili nella  formazione dei futuri imprenditore e sul rafforzamento del Made in Italy.

    Formazione

    Per quanto riguarda la formazione, numerosi sono stati gli appuntamenti volti ad offrire linee guida a chi già opera nel settore calzaturiero. Assocalzaturifici ha trattato il Regolamento UE 2023/988, affrontando nel webinar dedicato, temi quali etichettatura, tracciabilità, misure di vigilanza e sanzioni. Un ulteriore tema affrontato è stato quello relativo all’ ordinanza dell’amministrazione statunitense del 2 aprile, che ha sospeso per 90 giorni l’aumento dei dazi doganali. L’incontro ha individuato strumenti utili ad affrontare il contesto internazionale.

    Sempre  relativamente al mercato americano, Assocalzaturifici ha collaborato con Simest, la soocietà che dal 1991 sostiene le aziende nei processi di internazionalizzazione. Il webinar proposto ha offerto indicazioni circa investimenti produttivi e commerciali, innovazione tecnologica, digitale ed ecologica, formazione del personale e rafforzamento patrimoniale. La misura dedicata all’America Centrale e Meridionale è stata pensata per rafforzare la competitività delle aziende italiane con interessi strategici n quelle aree.

    È stata inoltre  ampliata la misura per la transizione digitale o ecologica, con attenzione alle imprese energivore e a quelle coinvolte in percorsi certificati di efficientamento energetico, destinando la maggior parte delle risorse proprio al rafforzamento patrimoniale.

    Ancora in ambito di sostenibilità, sono state presentate le novità del VCS, lo strumento ideato da Assocalzaturifici per valutare la pratiche sostenibili della filiera calzaturiera. Il tema è stato trattato a fine maggio nell’ambito dell’incontro dell’incontro “A grandi passi verso la sostenibilità”, svoltosi al Politecnico Calzaturiero di Capriccio di Vigonza.

    Gruppo Giovani

    Oltre alle attività dedicate a chi già opera nel settore, il 2025 ha finora proposto momenti dedicati anche ai più giovani. Il 14 maggio si è svolto il primo Forum nazionale dei Giovani del Made in Italy ,  intitolato Creare il Futuro. L’evento è stato organizzato dal Gruppo Giovani di Confindustria Accessori Moda, Federlegnoarredo e Federalimentare, riunendo così le 3F del Made in Italy (Food, Fashion e Forniture). L’incontro è servito a ribadire l’importanza del dialogo tra i settori per sostenere il futuro del Made in Italy.

    Il Gruppo Giovani di Assocalzaturifici è stato poi protagonista dell’incontro “La Legge del Lupo”. La due giorni si è svolta ad inizio luglio, trattando temi come leadership, potere e carisma. L’incontro anticipa quelli che saranno i prossimi appuntamenti dedicati al Gruppo, volti a formare i leader del futuro.

    Made in Italy

    Nell’ambito del Made in Italy, si registrano diverse partecipazioni istituzionali volte al sostegno del saper fare italiano. Assocalzaturifici ha partecipato al Luxury Summit de Il Sole 24 Ore, nel corso del panel “Disegnare il futuro del Lusso”. Nell’occasione è stata sottolineata l’importanza delle PMI nella composizione della filiera italiana e di come queste piccole realtà siano conservatrici del saper fare italiano.

    Tra  il 24 ed il 26 marzo, Assocalzaturifici ha presenziato a Meet Italian Brands presso la Mostra d’Oltremare, nell’ambito delle giornate del Made in Italy. L’occasione ha previsto incontri in cui si è discusso di internazionalizzazione, sostenibilità, nuove tecnologie e strategie di business.

    Oltre ad attività istituzionali spazio nel primo trimestre 2025  anche da attività più rivolte all’ambito operativo. Confindustria Accessori Moda , che riunisce Assocalzaturifici, Assopellettieri, AIP e UNIC , ha partecipato all’audizione presso la Camera dei Deputati sul decreto-legge del 14 marzo 2025. La presidente Giovanna Ceolini ha portato all’attenzione delle istituzioni tre priorità strategiche per il comparto: il tema ancora aperto dei crediti d’imposta per Ricerca e Sviluppo 2015–2019, la necessità di un accesso più efficace al credito, e l’importanza di politiche di sostegno alla crescita e all’internazionalizzazione delle imprese.

    Internazionalizzazione

    Sul piano internazionale, a gennaio è stato siglato un protocollo d’intesa tra l’Associazione e la Regione Marche. L’accordo vede la promozione del settore sui mercati internazionali al fine di rilanciare la filiera. In tale ottica si inserisce anche l’incontro “Le Marche: eccellenza italiana tra moda, gusto e territorio”, svoltosi a Bruxelles. Tale incontro ha inteso promuovere l’identità manifatturiera delle Marche con un focus sui settori della moda, calzature, pelletteria e enogastronomia, puntando a valorizzare le aziende regionali sui mercati internazionali e creare opportuntà di networking.

    Bruxells il 15  maggio è stata inoltre meta di una missione istituzionale di Assocalzaturifici, che ha incontrato rappresentati della commissione europea, DG Trade ed esponenti delle istituzni europee. Il temi sono stati l’aggiornamento sui dossier commerciali europei rilevanti per il comparto calzaturiero italiano e la difesa degli interessi del settore nell’ambito dei negoziati bilaterali tra UE ed altri Paesi. In particolar modo il focus si è incentrat sugli USA, in merito ai dazi doganali, in ragione dell’insatabilità verso un mercato che rappresenta il secondo Paese di destinazione per la calzatura Made in Iataly e su India ed Indonesia.

    L’Indonesia ha accolto un evento speciale dedicato al Micam  In occasione dell’Indonesia Fashion Week, MICAM e MIPEL hanno rappresentato l’eccellenza italiana della calzatura e pelletteria con un evento speciale all’interno del Creative Stage del JCC. L’iniziativa, parte del progetto MICAM Academy, ha lanciato una borsa di studio per due giovani talenti indonesiani, che parteciperanno a un corso intensivo presso Arsutoria School a Milano e saranno ospiti del MICAM Education Talk a settembre.

    Come dichiarato da Giovanna Ceolini, Presidente di MICAM e Assocalzaturifici, il progetto intende costruire un ponte tra Italia e Indonesia, promuovendo creatività, formazione e dialogo tra industrie. Un messaggio condiviso anche dall’Italian Trade Agency di Giacarta, che ha definito l’iniziativa parte delle strategie di promozione integrata del Made in Italy in un mercato dinamico e in crescita.

    Oltre la tappa in Indonesia, l’Asia è stata meta anche di altri eventi organizzati per il settore calzaturiero. Dal 5 al 7 marzo si è svolta in Kazakistan La Moda Italiana @Almaty, a cui hanno partecipato 100 brand e 86 aziende italiane. Luglio invece ha visto un doppio appuntamento che in pochi giorni ha portato il Made in Italy a Tokyo e Seul.

    Trai prossimi appuntamenti internazionali, l’Asia sarà ancora protagonista. Il Made in Italy tornerà ad Hong Kong dal 3 al 6 settembre in occasione de La Moda Italiana @ Centerstage. Sarà poi il momento di tornare in Europa, più precisamente a Parigi in occasione della partecipazione italiana a Who’s Next, dal 6 all’8 settembre.

    Nello stesso periodo, sarà la volta di un altro importante appuntamento fieristico con la calzatura. Dal 7 al 9 settembre si volgerà infatti la 100° edizione del Micam. In attesa di conoscere le novità della prossima edizione, diamo uno sguardo ai risultati raggiunti dall’edizione di febbraio.

    99° Edizione del Micam

    L’edizione 99 del Micam  si è svolta dal 23 al 25 febbraio in concomitanza a Mipel, TheOne Milano, e Milano Fashion&Jewels. L’affluenza nei giorni di manifestazione è stata di 40.449 visitatori. Di questi il 45% stranieri, provenienti principalmente da Giappone, Cina, Francia, Spagna, Germania, Grecia e Turchia.

    Il dato è pressochè identico rispetto all’analoga manifestazione del 2024.L’edizione 97 del Micam registrò 40.821 operatori, provenienti in larga parte dai medesimi paesi della scorsa edizione.

    Per quanto riguarda strettamente il Micam, a questa edizione hanno partecipato oltre 850 brand,  di cui 415 italiani e 438 provenienti da 28 paesi. 

    L’edizione 99 del Micam ha presentato anche la nuova campagna di comunicazione, Game Changers, volta a promuovere i calzaturieri come protagonisti della rivoluzione dello stile. Una campagna incentrata sulle persone che animano il settore, che senza dimenticare la tradizione, propongono nuove idee, materiali e tecniche, anticipando le tendenze del design.

    Eco di Empatia: La tendenza dell’A/I 2025

    A proposito di tendenze, il Micam 99 ha presentato con LiveTrend la macro-tendenza dell’ A/I 2025, definta “Eco di Empatia”. Il significato sottostante il trend,  sottolinea come la vera forza per andare avanti, sia da ricercare nella condivisione con gli altri e non nell’edonismo. Valori come diversità, inclusione, compassione devono guidare l’essere umano in un percorso di crescita fatto di legami con gli altri.

    La tendenza è prende forma attraverso quattro collezioni: Utopian Utility, Twisted Classics, Meditative Artisan e Wonderous Daze.

    Utopian Utility presenta scarpe funzionali ed eleganti ispirate al low-tech, con mix di materiali morbidi e tecnici come pelli scamosciate, nylon e finiture opache. Dettagli ispirati allo sport e al lavoro danno comfort e stile, in un’estetica sobria e rigenerativa.

    Twisted Classic propone calzature eleganti dal gusto retrò, arricchite da tocchi moderni e ribelli, come fibbie complesse e forme geometriche. I materiali spaziano da superfici lucide a tweed e animalier, con colori che fondono nostalgia e attualità.

    Mediative Artisan è la scarpa ispirata allo stile bohémien e nomade, realizzate con materiali naturali come scamosciati grezzi e pelli pelose. Ricami, frange e forme rustiche evocano spiritualità, artigianato e un forte legame con la natura.

    Wondrous Daze mescola romanticismo e punk, con estetiche contrastanti e materiali come pelle lucida, velluto e dettagli decorativi. Borchie, cristalli e nastri celebrano la bellezza dell’imperfezione in un look emotivo e surreale.

    Prossimi Step

    L’analisi dell’ultima edizione del Micam conclude la panoramica sul primo trimestre 2025 e offre un gancio per i prossimi step. Il Micam sarà infatti protagonista dei prossimi articoli pubblicati sul blog Main Service, anche per la ricorrenza che, come anticipato, si appresta a festeggiare. Main Service è pronta a raccontare tutte le novità che saranno presentate a Fiera Milano dal 7 al 9 settembre.

    L’appuntamento è tra due settimane con nuovo articolo sul nostro blog. Buon proseguimento di ferie!

  • Ferie Estive 2025 Main Service

    Ferie Estive 2025 Main Service