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La settimana appena trascorsa è stata una settimana importante per l’export Made in Italy, protagonista in Kazakistan ed Ucraina. Le mostre di Almaty e Kiev hanno rappresentato un’importante occasione di rilancio per i prodotti italiani all’estero.

Gli eventi

L’organizzazione degli eventi, patrocinati da Assocalzaturifici ed Ente Moda Italia, ha coinvolto i principali attori della politica promozionale per l’export Made in Italy, tra cui Sistema Moda Italia, Associazione italiana pelletteria ed Assopellettieri. Le manifestazioni si sono svolte dal 6 all’8 ottobre ad Almaty e dal 12 al 13 ottobre a Kiev, richiamando numerosi buyers internazionali.

Le dichiarazioni

Stefano Festa Marzotto, presidente Ente Moda Italia, evidenza come Ucraina e Kazakistan rientrino in un’ottica di sistema. La presenza italiana alle fiere in loco rappresenta quindi uno step fondamentale per mantenere relazioni commerciali significative.

Per Siro Bardon di Assocalzaturifici i due eventi rappresentano momenti commerciali irrinunciabili per creare occasioni di business. Raggiungere i buyer interessati alle collezioni italiane già durante l’ultima edizione del Micam, significa consolidare legami con chi crede nel Made in Italy.

Dello stesso avviso, Franco Gabbrielli. Il Presidente di Assopellettieri ha sottolineato come Ucraina e Kazakistan da sempre rappresentino un riferimento importante per l’export italiano. I buyer esteri non hanno infatti mai interrotto i rapporti con l’Italia, come ha dimostrato anche la loro presenza al Mipel.

I dati sull’export

Il Kazakistan e l’Ucraina hanno da sempre rappresentato due mercati interessanti per l’export italiano della calzatura, con un valore, fino al 2019, di oltre 70 milioni di euro. La pandemia ha certamente inciso sull’export, ma il primo semestre del 2021, segnala un export di 7,5 milioni di euro verso il Kazakistan e di oltre 18 milioni per l’Ucraina. In particolare, i dati del Kazakistan, restituiscono una stabilità in valore rispetto l’anno precedente (+0,5%) e una flessione in quantità del 7,6%. Meglio l’Ucraina, dove per lo stesso periodo le quantità esportate registrano un incremento del 22,2% ed un maggior valore del 28,1%. La fascia di mercato presidiata dal prodotto italiana è quella medio-alta ed alta, con un prezzo medio al paio di circa 70 euro.

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