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Come anticipato la scorsa settimana, inizia il resoconto dell’anno con i dati del primo semestre 2022 relativi al settore del calzaturiero e della pelletteria. I dati sono il frutto dell’analisi condotta del Centro Studi di Confindustria Moda sulla prima metà dell’anno.

Primo semestre 2022 del settore Calzaturiero

Il primo semestre del 2022 registra risultati positivi che denotano un significativo recupero. Tuttavia, a parere di Giovanna Ceolini, Presidente Assocalzaturifici, non bisogna sottovalutare sull’evoluzione a breve, l’incidenza di caro energia, costi delle materie prime e conseguenze del conflitto russo-ucraino.

Produzione e Livello Occupazionale

Nel corso del primo semestre 2022, il settore calzaturiero registra un ulteriore  incremento di fatturato del 14,5%  rispetto al 18,7%  emerso a fine 2021.

Ciò ha inciso sul livello occupazionale, che registra un aumento degli addetti dell’1,5%, pari a 1062 in più rispetto la chiusura dell’anno precedente.  Il dato inverte la tendenza degli ultimi 6 anni, che ha visto un calo di 6400 unità e un maggior ricorso agli ammortizzatori sociali. Contrariamente al numero di addetti, cala quello delle imprese: le aziende calzaturiere sono infatti diminuite di 95 unità nel corso del primo semestre del 2021.

Consumi nel primo semestre 2022

Relativamente ai consumi, la spese delle famiglie cresce del 18,2% in valore e del 14% in quantità. Nello specifico, aumentano i consumi di calzature classiche uomo-donna, in crescita del 20% sia in quantità che valore rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. Seguono in volume scarpe sportive e sneakers, in crescita del 13%, scarpe per bambino del 10%, e in coda la pantofoleria, in aumento del 7%. Analogamente in crescita, sebbene al di sotto del 25%, gli acquisti effettuati da stranieri.

Con riferimento al mercato online, prosegue il ridimensionamento post pandemico degli acquisti di calzature. Si registra infatti un calo dell’8,9% in volume e del 4,4% in valore, sebbene il dato resti positivo rispetto al 2019 (+24% in quantità).

Import, Export e Saldo Commerciale

Sul piano delle esportazioni, il primo semestre 2022 registra una crescita (24% in valore e 15% in volume) rispetto al primo semestre dell’anno precedente.

Il totale delle esportazioni verso i paesi europei ammonta a fine primo semestre a 2,7 miliardi di euro, con un aumento in valore del 23%. Relativamente ai mercati di sbocco, la Svizzera resta saldamente a capo del ranking per importazioni, con un valore di circa 1 miliardo di euro. Tuttavia i maggior incrementi rispetto l’anno precedente si registrano per Pesi Bassi, Francia, Spagna e Germania (rispettivamente del 38%, 26%. 25% e 22%).

La crescita più spiccata si registra però nei mercati Extra UE, con USA e Canada che registrano complessivamente una crescita in valore del 65%. In particolare è il Canada a registrare il maggior incremento rispetto al precedente anno, pari al 76% in valore.

L’area orientale registra un aumento delle importazioni del 15% soprattutto nella zona degli Emirati Arabi (+67,2%). La Cina registra un calo del 25% in quantità pur restando il principale mercato di riferimento, con importazioni pari a 237,09 milioni di euro.

A fronte di una ripartenza del Regno Unito post-Brexit (+24,7%), emerge un sostanziale calo di importazioni a causa del conflitto. Russia ed Ucraina infatti occupano attualmente il 13° e il 47° posto nel ranking delle esportazioni italiane.

Relativamente le importazioni, aumenta della quota di importazione dopo il calo drastico registrato nel 2019. Quasi 111 milioni le calzature in volume per un totale di poco più di 6 miliardi di euro.  

Il tutto determina un saldo commerciale in attivo di 2,18 miliardi di euro, in crescita del 14,5% sul primo semestre 2021.

Primo semestre 2022 del settore Pelletteria

I dati del primo semestre 2022 restituiscono un quadro incoraggiante, con incrementi su tutte le variabili. Crescono produzioneindustriale (+12,4%) e fatturato (+15%), così come consumi interni (+12,2%) ed export (+18,3% in valore, nonostante un rallentamento in volume tra aprile e maggio). La ripresa va comunque considerata tenendo conto delle diverse velocità tra brand internazionali e PMI.

Produzione e Livello Occupazionale

La produzione di pelletteria nel primo semestre 2022 è aumentata del 12,4% rispetto al primo semestre dell’anno precedente. Il livello produttivo è quindi in riavvicinamento a quello pre-pandemico, sebbene con ricavi ancora inferiori rispetto al 2019. 

Il numero di pelletterie è in lieve flessione rispetto la chiusura del 2021, con una diminuzione di 15 realtà imprenditoriali. Il saldo è frutto di un aumento di aziende in Campania, Lombardia e Toscana, compensato da una diminuzione in Emilia Romagna, Veneto e soprattutto Marche, che ne perdono 13. Differentemente dalle aziende, la flessione, seppur lieve, è favorevole per il numero di occupati. Cresce infatti del 2,8%  il numero di addetti ai lavori rispetto a dicembre 2021, con un calo del ricorso alle ore di cassa integrazione.  

Consumi nel primo semestre 2022

La ripresa del settore passa attraverso la crescita della domanda, sia sul mercato interno che estero. Sul piano interno il primo semestre 2022 registra una crescita del 12,2% sull’analogo periodo del 2021, mentre gli acquisti da parte degli stranieri restano insoddisfacenti.

Tra i prodotti maggiormente venduti, le borse coprono i 2/3 del valore con un aumento di circa il 21%. Segue la piccola pelletteria con una quota del 16%, mentre cinture e valigie ed articoli da viaggio (13,3% e 11% del fatturato) mostrano recuperi meno marcati. In particolare le seconde registrano una contrazione del 5,5%.  

Import, Export e Saldo Commerciale

L’import nei primi 6 mesi registra una crescita del 40,8% in valore e del 51,1% in quantità sullo stesso periodo dello scorso anno. A trainare le importazioni è la Cina (+96% in valore e +70% in volume),con un incidenza di circa il 54% sul totale dei volumi.

L’export di beni di pelletteria nel primo semestre 2022 registra un aumento del 18,3% rispetto al primo semestre 2021, attestandosi sui 5,5 miliardi di euro.  

Nello specifico i  paesi dell’Unione Europea registrano una crescita in valore del 19,6%. Francia e Germania guidano la classifica dei principali importatori in volume, acquisendo circa il 32% delle esportazioni UE. Caso particolare la Svizzera, che molto probabilmente a fronte delle nuove politiche distributive non previdenti il transito presso i depositi elvetici, registrano un incremento di appena il 10% in valore.

Sul piano internazionale rilevano i mercati nordamericani. Stati Uniti e Canada registrano aumenti notevoli: rispettivamente 67,5% e 89,5% rispetto al primo semestre 2021.

L’area orientale restituisce risultati al di sopra dei livelli prepandemici, con Emirati Arabi, Corea del Sud e Giappone in crescita del 87%, 44,3% e 27,7%. Il nuovo lockdown ha invece rallentato la Cina che cresce di appena il 9,2% nel semestre, mentre cala Hong Kong del 6,8%

Riparte il Regno Unito dopo il calo post-Brexit, con un incremento del 39%, mentre crollano Russia e Ucraina (-53,5% e -77,2% nei primi 4 mesi del conflitto). I due paesi occupano attualmente 16° e 58° posto nel ranking delle esportazioni in valore, con un calo rispettivo del 25,3% e del 54,4%.

Il saldo commerciale risulta in attivo nel primo semestre 2022, per 3,63 miliardi di euro. Il dato esprime un incremento del 9,4% sull’analogo periodo 2021, che riporta il valore ai livelli del primo semestre 2019 (+0,3%).

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