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Q1 2026: risultati del calzaturiero

Q1 2026

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Piena estate e tempo di bilanci. Con i dati recentemente elaborati dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici, Main Service analizza i risultati raggiunti dal calzaturiero nel Q1 2026.

Fatturato, produzione e consumi nel Q1 2026

Il fatturato registra una diminuzione del 2,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche la produzione evidenzia una contrazione, confermando un rallentamento che interessa gran parte del comparto manifatturiero. Le imprese continuano inoltre a ridurre la propria presenza sul territorio. Nei primi tre mesi dell’anno il settore perde 85 aziende attive e 808 occupati. Il tessuto produttivo resta comunque composto da realtà altamente specializzate e orientate alla qualità.

I consumi delle famiglie rappresentano invece un elemento incoraggiante. La spesa raggiunge circa 1,28 miliardi di euro, con un incremento dell’1,7% in valore e del 2,1% nei volumi acquistati. Le sneaker e le calzature femminili guidano questa crescita. Il primo trimestre 2026 evidenzia quindi un mercato domestico più dinamico, anche se ancora insufficiente per sostenere da solo l’intero comparto.

Export Q1 2026: volumi in calo, prezzi medi in crescita

L’export continua a rappresentare il principale riferimento per il settore calzaturiero italiano. Nel primo trimestre 2026 le esportazioni raggiungono un valore di 2,987 miliardi di euro, corrispondenti a oltre 51 milioni di paia. Rispetto allo stesso periodo del 2025 il valore registra una flessione dell’1,6%, accompagnata da una diminuzione delle quantità del 3,6%, mentre il prezzo medio cresce del 2,0%.

Export per materiale di tomaio

Le calzature con tomaio in pelle e cuoio si confermano la principale voce dell’export italiano con 1,846 miliardi di euro, pari a oltre il 60% del valore complessivo esportato. Seguono le calzature in tessuto e materiali diversi (772,6 milioni di euro) e quelle con tomaio sintetico (343,3 milioni).

Tra le principali variazioni rispetto al primo trimestre 2025, le calzature in tessuto e materiali diversi rappresentano l’unica categoria in crescita (+2,4% in valore e +3,5% nelle quantità), mentre le altre tipologie registrano una contrazione. Le diminuzioni più marcate riguardano le calzature in gomma (-38,3%) e le pantofole (-29,4%).

Export per aree geografiche

L’Unione Europea si conferma il principale mercato di destinazione delle calzature italiane, con esportazioni pari a 1,672 miliardi di euro e una crescita del 3,0% rispetto al primo trimestre 2025. Seguono gli altri Paesi europei (327,9 milioni di euro), gli altri Paesi asiatici (345,0 milioni) e il mercato nordamericano (348,0 milioni).

Tra le principali variazioni si evidenziano la contrazione del Medio Oriente (-33,1%) e dell’area Est Europa e CSI (-12,9%), mentre si registrano incrementi per l’Africa Settentrionale (+28,5%) e per gli altri Paesi africani (+23,5%).

Export per Paese

La Francia si conferma il principale mercato di destinazione dell’export calzaturiero italiano con quasi 600 milioni di euro, seguita da Germania (325,5 milioni), Stati Uniti (322,8 milioni), Svizzera (180,7 milioni) e Spagna (168,7 milioni). Questi cinque Paesi rappresentano oltre la metà del valore complessivo delle esportazioni italiane.

Tra le principali variazioni positive figurano Spagna (+15,0%), Hong Kong (+16,4%), Romania (+21,5%) e Paesi Bassi (+11,6%). Sul versante opposto si segnalano le flessioni degli Emirati Arabi (-32,7%), della Russia (-28,9%), del Regno Unito (-16,1%), del Canada (-16,7%) e del Giappone (-12,6%).


Import Q1 2026: UE e Asia guidano gli approvvigionamenti

Nel primo trimestre 2026 le importazioni italiane di calzature raggiungono un valore di 1,690 miliardi di euro, per un totale di circa 109,5 milioni di paia. Rispetto allo stesso periodo del 2025 il valore registra una diminuzione del 9,5%, accompagnata da un calo delle quantità del 4,7% e del prezzo medio del 5,0%.

Import per materiale di tomaio

Le calzature con tomaio in pelle e cuoio rappresentano la principale categoria d’importazione con 650,7 milioni di euro, seguite da quelle in tessuto e materiali diversi (604,8 milioni) e dalle calzature sintetiche (409,3 milioni).

Rispetto al primo trimestre 2025, le calzature in tessuto e materiali diversi risultano in lieve crescita (+1,9%), mentre le pantofole aumentano del 12,4%. Tutte le altre tipologie registrano invece una contrazione, con la riduzione più marcata per le calzature in gomma (-32,5%).

Import per aree geografiche

L’Unione Europea resta la principale area di provenienza delle calzature importate in Italia con un valore di 943,2 milioni di euro, seguita dagli altri Paesi asiatici, che totalizzano 564,2 milioni di euro.

Tra le principali variazioni si evidenziano la diminuzione delle importazioni provenienti dagli altri Paesi asiatici (-13,5%) e dall’Unione Europea (-8,3%). In crescita risultano invece le importazioni provenienti dall’America del Nord (+51,0%) e dall’America Centro-Sud (+26,9%).

Import per Paese

La Cina si conferma il principale Paese di provenienza delle importazioni italiane di calzature con 290,2 milioni di euro, seguita da Francia (171,7 milioni), Spagna (168,7 milioni), Paesi Bassi (156,3 milioni), Germania (155,5 milioni) e Vietnam (153,0 milioni). Insieme, questi sei Paesi rappresentano circa due terzi del valore complessivo dell’import.

Tra gli incrementi più significativi si segnalano Ungheria (+30,5%), Cechia (+38,4%) e Serbia (+18,7%), mentre le contrazioni più marcate riguardano Belgio (-46,6%), Myanmar (-34,8%) e India (-31,9%).


Saldo commerciale Q1 2026: il migliore dal 2023

Il saldo commerciale del settore calzaturiero continua a mantenersi positivo anche nel primo trimestre 2026. L’avanzo raggiunge 1,296 miliardi di euro, con un incremento del 10,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nella serie storica dei primi trimestri, il risultato rappresenta il valore più elevato registrato dal 2023.

Il quadro del Q1 2026 è ormai definito e costituisce il primo riferimento statistico per valutare l’andamento dell’anno. Nei prossimi mesi l’attenzione si sposterà sui dati del primo semestre, che consentiranno di verificare l’evoluzione del comparto nella prima metà del 2026.

Un primo momento di confronto potrebbe essere rappresentato già dal Micam. L’edizione 102 è alle porte e dal prossimo articolo inizieremo a parlare della più importante fiera del calzaturiero in programma tra circa un mese. L’appuntamento sul blog è tra 15 giorni, buone ferie a tutti.

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