Il Centro Studi di Confindustria Moda ha elaborato i dati Istat relativi all’interscambio commerciale 2025 . Main Service offre una panoramica dei dati elaborati, analizzando export, import e saldo dell’interscambio commerciale del 2025.
Export
Il valore della produzione calzaturiera nel 2025 si assesta sui 12,8 miliardi di euro, di cui, circa l’85% è rappresentato dalle esportazioni. I dati elaborati, confermando l’incidenza percentuale delle esportazioni sui risultati produttivi degli ultimi anni.
L’export del 2025 raggiunge gli 11,56 miliardi di euro. Il valore è frutto delle 192 milioni di paia esportate, ad un prezzo medio che si aggira sui 60 euro. Confrontando il dato con quello del 2024, si registra un calo in valore dello 0,7%. La differenza dipende da un aumento delle paia vendute, in crescita del 3,8%, e da una contrazione dei prezzi medi praticati, diminuiti del 4,3%.
Rispetto ai dati del 2023, il valore dell’export è in calo dell’8,7%. Il risultato attuale, rispetto al 2023, registra infatti un lieve aumento delle quantità, pari allo 0,8%, controbilanciato da una diminuzione dei prezzi medi del 9,5%. Il minor valore, è quindi da ricercare non nelle quantità esportate, quanto nella contrazione dei prezzi medi praticati.
La situazione attuale rispecchia il cambio di trend rispetto al periodo pre-Covid. La maggiore incidenza odierna dell’export, in crescita del 12,6%, è infatti frutto di un aumento dei prezzi medi (+18%), a fronte di quantità in diminuzione (-4,7%).
Analisi per materiale tomaio
Entrando nel merito dell’analisi per materiale di tomaio, le maggiori esportazioni, si registrano per calzature in pelle e cuoio. La categoria assorbe circa il 64% del valore ed il 43% delle paia esportate presentando inoltre il prezzo medio maggiore, che sfiora i 90 euro. Quest’ultimo è comunque in calo del 2,2% rispetto al 2024, mentre le quantità presentano una lieve flessione, restituendo un minor valore del 2,8%.
Le calzature in sintetico, rendono all’export 1,375 miliardi di euro, per 58 milioni di paia esportate ad un prezzo medio di 23,78 euro. Rispetto al 2024 si registra per questa categoria, un lieve aumento del valore, pari allo 0,5%. Il risultato deriva da un incremento di quantità esportate, pari all’8,6%, a fronte di un decremento dei prezzi medi del 7,5%.
Risibile il contributo di pantofole e calzature in gomma. Le due categorie contribuiscono all’export per circa l’1% del valore, con circa 9,3 milioni di paia. Le due categorie presentano comunque variazioni diverse rispetto al 2024. Le pantofole calano in valore del 4,8%, in ragione di un incremento di quantità dell’8,9%, controbilanciato da un calo dei prezzi medi del 12,6%. Le calzature in gomma registrano un crollo in valore del 34%, in quanto nonostante un incremento dei prezzi medi dell’11,5%, calano in quantità del 40,8%.
Per quanto riguarda infine le calzature in tessuto e materiale diverso, si registra nel 2025 un aumento sia in quantità che in valore, a fronte di minori prezzi medi praticati.
È evidente come siano segmenti più basici, come la gomma, a mostrare le tensioni più forti sul mercato. Tuttavia il fenomeno è trasversale ed interessa prioritariamente la pressione sui prezzi medi.
Analisi per area geografica
L’Unione Europea si conferma come principale mercato di sbocco delle esportazioni italiane. Il blocco UE importa poco oltre il 70% delle paia esportate, corrispondenti al 52,29% del valore totale delle esportazioni. Il maggior valore rispetto al 2024, dipende in questo caso da un incremento di quantità esportate, a fronte di prezzi medi in calo del 4,5%.
Le altre aree che contribuiscono maggiormente all’export in termini di valore, sono quella degli altri paesi europei ed asiatici e l’America del Nord. Le tre aree, insieme raggiungono i 4,3 miliardi di euro, all’incirca equamente ripartiti, per un totale che sfiora i 38 milioni di paia.
Le dinamiche tra le aree sono tuttavia diverse, in ragione dei prezzi medi praticati. Se gli altri paesi asiatici presentano prezzi medi pari ai 170,05 euro, quelli europei sono circa la metà, assestandosi sugli 86,63 euro. I diversi prezzi medi incidono quindi sulle quantità. A fronte delle 8 milioni di paia esportate negli altri paesi asiatici, in quelli europei si supera la quota dei 15 milioni. È comunque l’area asiatica a presentare la maggior contrazione rispetto al 2024, con un calo del 15,3% in valore e del 13,1% delle quantità , mentre l’area degli altri paesi europei, resta grosso modo stabile, con una lieve flessione dello 0,7% in valore e del 3,9% in quantità.
Volendo porre il focus sull’incremento di performance rispetto l’anno precedente, crescono gli altri paesi d’Africa e l’America del Sud, rispettivamente del 15,3% e dell’11,5%. La maggior crescita in quantità riguarda invece i paesi d’Africa, che registrano +28,6%, mentre l’America del Sud, +5,2%.
Continua la crescita moderata del Medio Oriente, che pur non offrendo un contributo deciso alle esportazioni, registra un aumento percentuale sia in valore che in quantità.
Analisi per paese
Guardando all’analisi per paese, la classifica è guidata da Francia, Usa e Germania. I tre paesi contribuiscono a circa il 42% delle esportazioni, sia in valore che in quantità, con delle variazioni rispetto al 2024 tendenzialmente stabili. Lievi aumenti negli USA, un minor calo in Francia ed un mercato effettivamente stabile in Germania.
Di contro, la Cina registra un decremento in valore del 20% rispetto al 2024, assestandosi su un valore di circa 506 milioni di euro. Calano anche Corea del Sud e Russia, entrambe del 17% in valore. In particolare la Russia evidenzia un incremento dei prezzi medi del 9,7% a fronte di un calo delle quantità esportate, pari al 24,6%.
Rispetto alle aree geografiche di appartenenza, Emirati Arabi e Spagna registrano buone performance in valore, in crescita rispettivamente del 9% e del 14% sul 2024.
Importazioni
Per quanto riguarda le importazioni, i dati dell’interscambio commerciale 2025, riportano di un valore pari a 6,723 miliardi di euro. Il risultato si traduce in 376,8 milioni di paia importate, ad un prezzo medio di 17,84 euro. Rispetto al 2024, il maggior valore dell’1,4%, è determinato da maggiori quantità importate, pari al 9,5%, controbilanciate da una diminuzione dei prezzi medi del 7,4%.
Il dato, in lieve aumento rispetto al 2024, è comunque inferiore al 2023. La contrazione riguarda sia il valore che i prezzi medi, pari rispettivamente al 2,9% ed al 13,5%. Di contro, si registra un aumento di quantità importate, in aumento del 12,3%.
Confrontando i risultati degli ultimi anni con il periodo pre-Covid, si nota come le quantità importate siano pressochè stabili. Ad incidere però sul maggior valore delle importazioni sono i prezzi medi. Il 2025 mostra infatti un incremento di tali prezzi dell’11,1% rispetto al 2019, con conseguente impennata del valore, pari al 25,4%.
Analisi per materiale di tomaio
Ad incidere sul valore delle importazioni, pesano soprattutto le calzature in pelle e cuoio, per circa il 44% del valore totale. Le quantità in tal senso superano di poco i 90 milioni, con un prezzo medio di 33,06 euro. Rispetto al 2024, il valore cala del 4,1%, mentre l’aumento di quantità è controbilanciato dal minor prezzo medio praticato, in calo di 6 punti percentuali.
Ad essere importate sono però maggiormente calzature in sintetico. Le quantità si assestano sui 141,75 milioni di paia. Il prezzo medio di 11,09 euro, fa si che le calzature in sintetico contribuiscano alle importazioni per un valore di circa un miliardo e mezzo.
Rispetto al 2024, le maggiori quantità importate, +9,2% non determinano un incremento nel valore, che cala dell’1,1% in ragione del prezzo medio in calo del 9,4%.
Come visto per le esportazioni, l’area pantofole e gomma, contribuiscono anche per le importazioni in misura minima. Sono specialmente le calzature in gomma a registrare un forte calo in valore, quantità e prezzi medi.
Più rilevante è il risultato raggiunto dalle calzature in tessuto e materiali diversi, che costituisce circa il 30% del valore delle importazioni. I circa 2 miliardi di euro, corrispondono a 93 milioni di paia, importate ad un prezzo medio di 21,83 euro. La categoria registra un incremento in valore del 13,6% rispetto al 2024, a cui corrisponde un aumento delle quantità, pari al 15,9% e un calo dei prezzi medi del 2%.
Analisi per area geografica
Le principali aree di importazione sono quelle dell’UE e della zona dell’Asia, che insieme coprono il 90% sia in valore che in quantità. Il dato delle due aree ha comunque una genesi diversa rispetto al 2024. Nell’area UE, le importazioni diminuiscono del 5,1% in valore, in ragione di maggiori prezzi medi del 9,5% controbilanciati da quantità in calo del 13,4%. Di contro, la zona asiatica, cresce in valore del 23,7%, in virtù di quantità in aumento del 33,6% e prezzi medi in diminuzione del 7,4%.
Analisi per paese
Spostando l’analisi da area geografica a paese, la Cina si conferma come principale paese da cui l’Italia importa. Le importazioni dalla Cina interessano oltre 155 milioni di paia, per un valore di poco oltre 1 miliardo di euro. Il prezzo medio è non a caso il più basso, pari a 6,47 euro, ed in calo del 14% rispetto al 2024. Il dato si accompagna ad un incremento delle paia importate rispetto lo scorso anno, pari al 25%, per un incremento in valore del 7,9%.
In termini di valore, completano il podio Paesi Bassi e Belgio, contribuendo all’import rispettivamente con 728,05 milioni di euro e 681,66 milioni di euro. In termini quantitativi, il Belgio è sostituito dal Vietnam, con 33,185 milioni di paia importate. Il paese registra una crescita rispetto al 2024 dell’86,7% in quantità e del 63% in valore, in ragione di prezzi medi in diminuzione del 12,7%.
Saldo dell’interscambio commerciale 2025
La differenza tra esportazioni ed importazioni restituisce un saldo positivo in valore, ma non in quantità, e comunque in calo del 3.5% sul 2024. Le paia importate superano infatti di 184,8 milioni di unità quelle esportate. È la differenza dei prezzi medi praticati, 60,23 per le esportazioni e 17,84 per le importazioni, a definire il risultato. Il saldo dell’interscambio commerciale 2025, si assesta quindi sui 4,84 miliardi di euro.
Risulta quindi evidente, come la competitività italiana, resti più legata alla capacità di sostenere prezzi elevati, piuttosto che alle quantità vendute.
L’analisi dell’interscambio commerciale 2025 conclude la triade di appuntamenti dedicata al settore. Tra 15 giorni sarà tempo di un nuovo articolo sul nostro sito, dedicato alle ultime novità in casa Main Service. L’appuntamento è tra 15 giorni sul nostro blog.