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  • Giornata Nazionale del Made in Italy 2026

    Giornata Nazionale del Made in Italy 2026

    Il 15 aprile si celebrerà la Giornata Nazionale del Made in Italy 2026. L’evento istituito dalla Legge Quadro Made in Italy (L.206/2023) celebra nell’anniversario della nascita di Leonardo da Vinci, il saper fare italiano valorizzandone le eccellenze produttive.

    Filo conduttore della Giornata Nazionale del Made in Italy 2026 è la formazione, centrale nel trasmettere il sapere necessario a rendere uniche le produzioni italiane. La celebrazione, giunta alla terza edizione, quest’anno festeggia anche il traguardo dei mille marchi storici registrati.

    Gli oltre 800 eventi in programma, divisi tra mostre immersive, appuntamenti formativi, eventi pubblici e visite aziendali, si svolgeranno dal 20 marzo al 10 maggio. A questo link è possibile conoscere l’elenco aggiornato.

    Gli eventi in programma non si svolgeranno solo in Italia, ma sono previsti anche diversi appuntamenti all’estero, che coinvolgeranno numerose aziende in diversi settori. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha infatti registrato per quest’anno un incremento di partecipazioni. A partecipare, oltre aziende appartenenti alle 5 A del Made in Italy (abbigliamento, arredo, agroalimentare, automazione ed automotive), saranno anche realtà di settori emergenti. Tra questi rientrano salute, spazio e difesa, economia blu, turismo, industrie culturali e creative, che hanno contribuito alla crescita dell’export italiano.

    Main Service nell’articolo, vi segnala tutti gli eventi legati al mondo del calzaturiero.

    Gli eventi del calzaturiero per la Giornata Nazionale del Made in Italy 2026

    Come anticipato, gli eventi della Giornata Nazionale del Made in Italy 2026, non si concentrano il 15 aprile, ma dal 20 marzo al 10 maggio. Tra quelli già svolti, segnaliamo l’incontro “Prepararsi al Regolamento Ecodesign: normativa, mercati internazionali e prospettive per il settore tessile”. L’evento organizzato da Confindustria Veneto Est, svoltosi il 20 marzo all’interno della quinta edizione della Settimana della Sostenibilità, si è concentrato sulla normativa europea. Nel corso dell’evento, sono state affrontate le implicazioni per il settore moda del regolamento Ecodesign, sia in termini di obblighi ed opportunità. Si è discusso inoltre delle relazione con grandi brand extra UE, guardando alla comparazione normativa tra Regno Unito ed USA.

    Dal 23 al 25 marzo si è invece svolta presso il padiglione 6 della Mostra d’Oltremare a Napoli, la quarta edizione del Meet Italian Brands. L’evento dedicato alle aziende campane, è stato organizzato da Regione Campania, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Confindustria Campania e Unione Industriali Napoli, Università Luigi Vanvitelli ed il patrocinio del Comune di Napoli.

    Il coinvolgimento di ICE Agenzia, ha consentito ai circa 90 brand campani intervenuti, di incontrare oltre 100 buyer internazionali selezionati. La tre giorni di kermesse ha dato spazio sia ad incontri B2B che a talk e convegni. Nel corso di questi ultimi, si è parlato di valorizzazione dei giovani talenti ed è stato presentato il  Mo.CAM, il Distretto della Moda Campana.

    Infine il 26 marzo si è svolta a Vigonza, in provincia di Padova, la visita all’Istituto Politecnico Calzaturiero. L’incontro ha coinvolto 150 studenti e docenti, presentando ai giovani gli sbocchi professionali del settore.

    I prossimi appuntamenti dal calzaturiero per la Giornata Nazionale del Made in Italy 2026

    Il 12 aprile, a Monte Urano, in provincia di Fermo, si svolgerà Artigiano in Mostra. 30 artigiani esporranno calzature, borse ed articoli di pelletteria con dimostrazione dal vivo di orlatura e funzionamento della manovia.

    Nella giornata dedicata alle celebrazioni, sono previsti eventi formativi e mostre che si svolgeranno nelle Marche e la Toscana.  

    Per quanto riguarda le Marche, sono in programma due eventi dedicati alla formazione. “Why Italians do it better? Il racconto di un’eccellenza che parte da noi”, a Fermo, racconterà ai giovani il valore produttivo del distretto fermano maceratese. L’evento, che dedicherà particolare attenzione al comparto calzaturiero, coinvolge associazioni di categoria, Consorzio Calzature e Consorzio Cappellodoc e la Presidente di Unioni Stilisti Marche.

    A Porto Sant’Elpido, sempre in provincia di Fermo, sarà presentato MasterShoes, un talent tra studenti fashion design, nato per avvicinare i giovani al settore calzaturiero. Nel corso dell’iniziativa, gli studenti, supportati da tutor professionisti ed aziende del distretto, saranno impegnati a realizzare calzature e accessori.

    In Toscana, a Firenze, è in programma la visita guidata al Museo Ferragamo. Il Museo accoglierà la mostra “Salvatore Ferragamo 1898 – 1960” dedicata al fondatore della maison di moda. L’evento è accessibile su prenotazione, che è possibile effettuare seguendo questo link.

    I successivi appuntamenti della Giornata Nazionale del Made in Italy 2026 …

    Nei giorni seguenti la celebrazione, sono previsti ulteriori eventi. A Lucca, il 18 ed il 19 aprile, si svolgerà “Moda Made in Italy”,  presentando una sfilata di prodotti tipici lucchesi. Dal 18 al 30 aprile a Vigevano andrà in scena “Trame di Futuro: eredità in movimento” una mostra dedicata alla manifattura.

    Il 6 maggio si svolgerà  a Prato “E’ di Moda il mio Futuro”, dedicato a studenti delle scuole secondarie di I e II grado. Il progetto, giunto alla nona edizione, intende avvicinare i giovani ai settori del tessile, dell’abbigliamento e del calzaturiero tramite visite aziendali, laboratori e concorsi.

    L’8 maggio, a Stra, in provincia di Venezia, la conferenza “Riviera del Brenta, terra del design. Il Made in Italy tra bellezza, cultura e identità” unirà innovazione calzaturiera, progetto architettonico e tutela del patrimonio.

    … e con il blog Main Service

    Dopo aver parlato di Made In Italy, nel prossimo articolo Main Service darà spazio ad un tema decisamente più informatico. Sarà infatti tempo di conoscere gli aggiornamenti del Rapporto Clusit sulla sicurezza digitale. L’appuntamento è tra 15 giorni, con un nuovo articolo sul nostro blog.

  • Primo trimestre 2026: tempo di indagini

    Primo trimestre 2026: tempo di indagini

    Con il primo trimestre 2026 prossimo a concludersi, è il momento ideale per un’analisi approfondita del settore calzaturiero.

    Nel corso dei prossimi articoli, Main Service porrà il focus su tre diversi argomenti. La vicinanza delle festività pasquali, normalmente dedicata all’analisi dei risultati economici del settore, e la concomitanza con altri due importanti appuntamenti, ha portato la software house ad allargare il campo di indagine.

    La recente pubblicazione dell’ultimo rapporto Clusit e la prossimità della 3° Giornata Nazionale del Made in Italy, sono temi certamente rilevanti per il calzaturiero.

    Tali argomenti, di cui offriamo di seguito una breve panoramica, saranno con l’analisi dei risultati settoriali, i temi portanti del prossimo bimestre all’interno del nostro blog.

    Rapporto Clusit 2026

    Tra gli appuntamenti dedicati all’analisi del primo trimestre 2026, uno di questi sarà dedicato al Rapporto Clusit 2026. Il rapporto dedicato alla valutazione delle minacce e conseguenti strategie in ambito di Cyber Security, è sviluppato come ogni anno da Clusit, l’Associazione Italiana per la sicurezza informatica.

    Il documento è stato presentato nella 3 giorni dedicata al Security Summit di Milano, svoltosi a Milano dal 17 al 19 marzo. Come emerso anche dall’ultima analisi sviluppata dall’Associazione, che potete trovare a questo link, quello della Cyber Sicurezza è un tema che interessa il settore manufatturiero ed il mondo della PMI.

    Main Service cercherà di capire quale sia lo stato dell’arte della sicurezza digitale e quali misure precauzionali utilizzare.

    Giornata Nazionale Made in Italy

    Il 15 aprile si festeggia la Giornata Nazionale del Made in Italy. La festività istituita con Legge Quadro sulla Tutela del Made in Italy 206/2023 è giunta alla sua terza edizione.  Alla celebrazione, si accompagnano come di consueto numerosi eventi, quest’anno in programma tra il 20 marzo ed il 10 maggio.

    L’obiettivo è chiaramente quello di promuovere la creatività e l’eccellenza del Made in Italy, valorizzandone prodotti e produzioni tipiche.

    Parlare di Made in Italy per Main Service significa parlare inevitabilmente di settore. Per questo le attività dedicate alla Giornata Nazionale del Made in Italy saranno un tema affrontato nei prossimi articoli.

    Analisi dei dati di settore

    Main Service darà spazio anche all’analisi dei risultati raggiunti dal settore calzaturiero. Al centro dell’indagine, i dati sviluppati dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici, che ciclicamente fotografa il settore restituendone l’andamento.

    Main Service proporrà un quadro dell’andamento settoriale, per capire se i segnali incoraggianti evidenziati nel corso degli ultimi mesi, siano effettivamente confermati.

    Non resta che dare attendere il prossimo articolo, online tra 15 giorni sul blog, con il primo dei tre appuntamenti dedicati al settore.

  • Governo e filiera calzaturiera: un 2025 tra difficoltà e prospettive

    Governo e filiera calzaturiera: un 2025 tra difficoltà e prospettive

    In un 2025 che ha confermato il momento difficile affrontato dal settore, è giusto fare il punto sulle relazioni tra Governo e filiera calzaturiera. Per capire le prospettive dell’anno che si appresta ad avviarsi, ripercorriamo le tappe fondamentali del ruolo che le istituzioni, nazionali e meno, hanno ricoperto nel corso dell’anno.

    La situazione ad inizio anno

    Il 2025 del settore si è aperto con una filiera già in sofferenza. La produttività e il fatturato mostravano cali significativi ereditati dal 2024, mentre l’export, da sempre motore del comparto, registrava contrazioni in valore e lievi incrementi nei volumi. In questo contesto fragile si sono rese inevitabili misure correttive che hanno coinvolto anche il governo. Assocalzaturifici ha segnalato un calo del fatturato del 9,7% nei primi nove mesi del 2024 e una riduzione dell’export del 9,2% nello stesso periodo, mentre alcuni distretti denunciavano un crollo produttivo oltre il 16%. I primi mesi del 2025 confermavano la tendenza, con volumi in lieve aumento ma valori ancora in calo. Inevitabile, in una situazione del genere, la richiesta di supporto da parte del Governo.

    Governo e calzaturiero: tra obiettivi raggiunti ed appuntamenti mancati

    Secondo Giovanna Ceolini, il settore necessitava risposte rapide. Durante il Luxury Summit, la presidente ha chiesto interventi su costo del lavoro, sostegni all’export e difesa dell’identità del Made in Italy. Il governo ha aperto un confronto attraverso il Decreto-legge 14 marzo 2025 n. 25, che ha introdotto misure su credito d’imposta, accesso al credito e internazionalizzazione. In materia di export, il protocollo d’intesa con la Regione Marche ha avviato un percorso condiviso per rafforzare la presenza estera dei distretti.

    Il MIMIT ha poi riconvocato la tavola rotonda sulla filiera, con l’impegno di monitorare costi energetici, mercato del lavoro e competitività. Non tutte le aspettative del settore sono state soddisfatte. Secondo Giovanna Ceolini, alcune tavole rotonde convocate nei primi mesi dell’anno non hanno prodotto i risultati attesi, lasciando irrisolti nodi centrali come costo del lavoro, formazione tecnica e sostegni strutturali all’export. L’esclusione dei temi legati all’ultra fast fashion dal DDL Concorrenza ha accentuato il divario tra esigenze della filiera e decisioni politiche. Le imprese attendevano norme capaci di tutelare qualità, sostenibilità e concorrenza leale.

    L’incidenza del mercato estero

    La crisi del settore nel 2025 ha avuto anche una forte dimensione internazionale. Gli Stati Uniti, che negli ultimi anni rappresentavano un mercato strategico per molte aziende italiane, hanno introdotto un dazio aggiuntivo del 20% sulle calzature europee a partire dal 9 aprile 2025. Questa misura ha colpito un comparto che stava cercando di rimpiazzare il calo della domanda proveniente da mercati orientali influenzati da tensioni geopolitiche e conflitti. Le imprese avevano puntato sugli Stati Uniti come alternativa credibile, viste le difficoltà nel Far East e la concorrenza crescente in Medio Oriente.

    Il dazio ha generato un improvviso aumento dei costi, portando l’incidenza tariffaria complessiva anche oltre il 28% su alcuni modelli. Diverse aziende hanno segnalato un calo immediato degli ordini e un rallentamento delle spedizioni. Secondo i dati più recenti, l’export italiano di calzature verso gli Stati Uniti ha registrato un decremento superiore al 20% nella parte centrale dell’anno. Il settore percepisce questa situazione come un rischio serio, perché il mercato americano garantiva margini più stabili e un posizionamento coerente con il valore del Made in Italy.

    A questo scenario si aggiunge l’adeguamento alle nuove norme europee. Il Regolamento UE 2023/988 ha sostituito la Direttiva 2001/95/CE, introducendo obblighi più severi per produttori, importatori e distributori. La riforma richiede tracciabilità puntuale del prodotto, responsabilità estesa lungo la filiera, procedure di richiamo più chiare e un rafforzamento della documentazione tecnica. La vecchia direttiva, meno stringente, non copriva in modo uniforme le nuove esigenze di un mercato globalizzato. L’adeguamento al nuovo quadro impone investimenti organizzativi che pesano soprattutto sulle piccole imprese.

    Contraffazione: un problema da risolvere

    La crisi del settore non riguarda solo vendite ed export. Nel corso del 2025 è cresciuta anche la preoccupazione per la legalità della filiera, tema più volte ribadito da Assocalzaturifici. L’associazione ha richiesto controlli più capillari, procedure uniformi e un sistema che premi le imprese virtuose. Secondo Giovanna Ceolini, la competitività del Made in Italy passa anche dal rispetto delle norme sul lavoro, dalla tracciabilità dei processi e da un modello produttivo trasparente.

    Il settore ha inoltre assistito a un incremento dell’attenzione mediatica legato a recenti casi di irregolarità e sospetti di caporalato all’interno di alcune filiere del lusso. La narrazione pubblica, spesso generalizzata, rischia di danneggiare imprese totalmente regolari che operano nel rispetto delle norme. Confindustria Moda ha segnalato che un eccesso di attenzione mediatica, non accompagnato da verifiche rigorose, può produrre un danno reputazionale profondo all’intero comparto. Le aziende virtuose chiedono quindi controlli severi, ma anche chiarezza comunicativa e distinzione netta tra chi rispetta le regole e chi opera ai margini della legalità.

    Il DDL PMI ha introdotto una certificazione di filiera che punta proprio a rafforzare questo principio. Lo strumento, accolto positivamente dalle imprese, permette di valorizzare chi investe in trasparenza e sicurezza. Le nuove norme europee sulla sicurezza dei prodotti, combinate con la richiesta crescente di responsabilità sociale, rendono evidente la necessità di un sistema normativo moderno e coerente. La battaglia per la legalità non è quindi solo un tema etico, ma una condizione essenziale per tutelare il valore del Made in Italy nel mondo.

    I Piani strategici per il futuro

    Lo sguardo ai prossimi anni dipende dalla capacità del governo di adottare strumenti strutturali. Il  “Piano Italia 2030”, elaborato da KPMG per Assocalzaturifici, mira a rilanciare la competitività attraverso sei pilastri: innovazione tecnologica, visione unitaria della filiera, identità del Made in Italy, strategia internazionale, valorizzazione dell’artigianato e manifattura avanzata. Finora il piano è stato discusso nelle sedi istituzionali, ma non ancora tradotto in misure operative.

    Il Piano Strategico Industriale 2035, elaborato da Confindustria Moda e LIUC Business School, amplia il perimetro all’intero sistema TMA e punta su sostenibilità, formazione, comunicazione e competitività globale. Secondo Ceolini, questi strumenti possono guidare il rilancio, ma richiedono continuità politica e applicazione concreta. I prossimi anni diranno se le strategie riusciranno a consolidare una filiera che resta centrale per il Made in Italy.

    Non resta che attendere i dati a consuntivo del 2025, che saranno noti solo in corso 2026, per capire se le azioni intraprese abbiano modificato la traiettoria dei risultati. L’appuntamento con l’ultimo articolo dell’anno è tra 2 settimane sul blog.