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  • Assomac: competitività della filiera nello scenario globale

    Assomac: competitività della filiera nello scenario globale

    Il 18 giugno si terrà a Milano l’assemblea Assomac, Associazione Nazionale che raggruppa i costruttori italiani di tecnologie e macchinari per calzature, pelletteria e conceria.

    L’appuntamento riunirà imprese, rappresentanze industriali e stakeholder del comparto per analizzare l’evoluzione del settore in un contesto globale caratterizzato da incertezza geopolitica, pressioni sui costi e trasformazione dei mercati internazionali. Al centro dei lavori ci saranno la competitività della filiera italiana, l’impatto della domanda internazionale sugli investimenti in macchinari e il ruolo dell’innovazione tecnologica nei processi produttivi.

    Particolare attenzione sarà dedicata ai temi della digitalizzazione, dell’automazione e della sostenibilità industriale, considerati leve strategiche per rafforzare la capacità produttiva delle imprese.

    L’assemblea Assomac diventa quindi un momento di analisi e indirizzo per l’intero comparto. Main Service offre una chiave di lettura con un focus sulle prospettive future del sistema pelle italiano.

    Lo studio congiunturale Assomac

    L’assemblea segue la presentazione dello studio congiunturale e dei bilanci del settore italiano delle macchine per conceria, calzature e pelletteria, che ha posto il focus sull’evoluzione del comparto dal 1995 al 2024, con l’obiettivo di offrire una lettura complessiva degli andamenti del settore, del posizionamento competitivo internazionale e delle condizioni economico-finanziarie delle imprese.

    La lettura dei dati  conferma una forte vocazione all’export del Made In Italy, che rappresenta la principale leva di crescita, ma mostra anche una sensibile dipendenza dalla ciclicità degli investimenti dei brand della moda. I dati evidenziano infatti una fase di rallentamento rispetto ai picchi precedenti, pur in un contesto di sostanziale tenuta industriale. Le imprese del settore restano fortemente orientate all’innovazione tecnologica, con investimenti in automazione, digitalizzazione e soluzioni per l’efficienza produttiva. Il rapporto sottolinea inoltre il ruolo cruciale del comparto come abilitatore della competitività del sistema calzaturiero italiano, incidendo direttamente su qualità, tempi e sostenibilità della produzione.

    PMI: quali indicazioni?

    Sebbene non sia possibile anticipare quelle che saranno le conclusioni dell’imminente assemblea, lo scenario rappresentato è già in grado di fornire indicazioni alle aziende calzaturiere.

    Il modello produttivo su cui dovrebbe orientarsi una PMI, non dovrebbe essere guidato da un aumento di volumi, quanto piuttosto alle capacità di adattamento. Una maggior flessibilità, che consentirebbe di gestire lotti più piccoli e mercati sempre più selettivi. In parallelo diventa centrale l’efficienza dei processi, con l’obiettivo di ridurre sprechi, tempi morti e rigidità interne.

    L’automazione deve essere funzionale alla riduzione dei costi operativi e non alla sola espansione produttiva. Infine, la digitalizzazione della filiera consente di collegare progettazione, produzione e controllo qualità in modo integrato. In questo contesto, la competitività non dipende dalla quantità prodotta, ma dalla capacità di adattarsi rapidamente alle richieste del mercato globale.

    In attesa delle conclusioni ufficiali, lo scenario appare già chiaro: per le PMI calzaturiere non si tratta più di scegliere se innovare, ma di come farlo per restare competitive in un mercato globale sempre più selettivo.